Tagli Salvini, via cameriere per i profughi: dovranno pulirsi casa

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Per il Pd, la domestica per i ‘profughi’ era un diritto umano fondamentale: d’ora in poi, dovranno rifarsi il letto da soli.

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«È una giornata bellissima». Aveva esultato ieri il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini dopo che ieri il Senato aveva convertito in legge il ‘suo’ decreto.

Che farà risparmiare un miliardo. Saltano infatti i 35 euro a fancazzista spesi per i servizi di accoglienza all’immigrazione: lo Stato pagherà un minimo di 19 euro a migrante per le strutture fino a mille persone ad un massimo di 26 euro per chi è negli appartamenti (ovvero l’80% di coloro attualmente inseriti nel sistema).

Ricordiamo che sono ancora più di 140mila quelli ospitati a spese dei contribuenti. Ma l’abolizione del permesso umanitario darà una enorme sfoltita.

Nei piccoli centri «i migranti si prepareranno i pasti da soli e puliranno le case, con il cibo e i prodotti forniti dallo Stato, così come avviene in tutta Europa», anticipa Gerarda Pantalone, direttore del Dipartimento immigrazione e libertà civili del ministero. Niente più cameriere.

«Chi vedeva l’immigrazione come una mangiatoia da oggi è a dieta – conclude Salvini -. Sono convinto che molti finti volontari non parteciperanno più ai bandi perché non ci sarà più da mangiare».

Via l’assistenza psicologica, via l’orientamento sul territorio: solo i veri profughi in fuga dalla guerra avranno diritto ai servizi di integrazione e inserimento che fino ad oggi spettavano a chiunque facesse domanda d’asilo appena sceso dal barcone.

Fino ad oggi, assistevamo al bizzarro caso di finti profughi che non potevano pulirsi casa, ma che poi venivano fotografati mentre fingevano di fare i giardinieri nelle città.

Quello che ci si domanda è: perché chi è stato al governo non è ancora sotto processo?




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