Lo ammette anche l’Onu: in Italia sbarcavano clandestini, non profughi

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Ora che il decreto Salvini è praticamente legge, chi fa business con l’accoglienza è in fibrillazione per l’abolizione della protezione umanitaria, una forma di permesso inventata dalla sinistra per rifornire le coop di carne umana. Tutta gente che arrivando da Paesi in pace non poteva avere Asilo.

Questo perché, come confermato anche dall’Onu, in Italia non sbarcano profughi in fuga dalla guerra, ma clandestini in fuga dalla noia:

Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per gli Rifugiati (Unhcr), che è quindi oltre ogni sospetto di ‘razzismo’, alla fine del 2017 erano solo 4.940 i richiedenti asilo riconosciuti come rifugiati che avevano ricevuto asilo in Italia. Si trattava del 2,7% del totale. Ergo: il 97,3% di chi sbarcava non era un profugo. E ora ce li troviamo in hotel.

Per l’esattezza 148.875 al 15 ottobre: significa che di questi meno di 10mila ne avrebbero ‘diritto’. Questo terrorizza le coop: la perdita del business.

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Molti di quelli oggi ancora in hotel, ci sono perché, magari, hanno fatto ricorso a spese nostre, arricchendo gli avvocati delle coop. Anche loro in rivolta per il taglio al patrocinio gratuito.

Si tratta perlopiù di immigrati che provengono da Nigeria, Pakistan, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal, Eritrea, Mali e Bangladesh. Gente che deve andare…




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