Biancalani, procura apre inchiesta su post Salvini

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La procura di Pistoia ha aperto un fascicolo contro “ignoti” dopo la delirante querela sporta da don Massimo Biancalani, il prete che da anni ospita in chiesa, a spese dei contribuenti, sedicenti profughi e spacciatori.

Nella querela vengono ipotizzati i reati di diffamazione aggravata, calunnia e omissione di atti d’ufficio da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Nessuna iscrizione nel registro degli indagati per il leader leghista.

La magistratura rossa preferisce colpire i suoi followers e accertare l’identità dei 22 che commentarono il post insultando Biancalani.

Post che sono al centro della querela che don Biancalani ha presentato tramite il proprio avvocato Elena Baldi:

“Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po’ e la canonica scoppiava… Chiuso” apparve sul profilo Fb del ministro. E poco dopo, un twit, in cui si parlava non più di “presunti profughi” ma di “clandestini africani”. E il termine ‘clandestini’ sarebbe all’origine del ‘reato’ di Salvini.

Salvini, altro che prescrizione, sono i reati d’opinione che vanno aboliti. Ed è l’ora di finirla con querele ad cazzum che finiscono per ingolfare la giustizia.




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