Si augurò morte clandestini: condannata ad 1 anno

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Si parla tanto di ‘dare asilo ad Asia Bibi’, perseguitata in Pakistan per blasfemia – reato di opinione contro l’islam -, ma in Italia abbiamo reati simili che vengono puniti. Non con l’impiccagione, perché ci siamo evoluti, ma con diversi anni di carcere.

Ne sa qualcosa la prof di Venezia che aveva osato lamentarsi per l’ennesimo ‘salvataggio’ della Guardia Costiera, avvenuto pochi giorno dopo l’ennesimo stupro di un profugo:

Tra i commenti si leggeva «Un altro salvataggio, ma non potevate lasciarli morire» e «Poi ho torto quando dico che bisogna eliminare anche i bambini dei musulmani, tanto sono tutti futuri delinquenti»

Posted by Vvox on Wednesday, November 7, 2018

Lo diciamo sempre. Nessuno dovrebbe essere punito per quello che pensa, dice o scrive. E’ intollerabile. E’ tipico dei Paesi totalitari.

Le idee si possono definire moralmente riprovevoli, ma non sono reati.

Mai. Insomma, prima di pensare ad Asia Bibi, pensiamo a quello che accade a casa nostra, dove augurarsi la morte di chi ti invade costa 1 anno di carcere.

Prima di pensare alla prescrizione, il governo abolisca i reati di opinione e di vilipendio, che non sono degni di un Paese civile. Soprattutto quando sono pistole in mano alle toghe rosse.




Un pensiero su “Si augurò morte clandestini: condannata ad 1 anno”

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