Polizia denuncia: “Stiamo in mezzo a profughi psicolabili e drogati”

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“Il ministro Salvini intervenga subito”. Ex Cie e Cara, il Coisp lancia l’allarme sicurezza: “Carenze e disordini quotidiani, tutelare i poliziotti”

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Torna a parlare di sicurezza il Coisp riaccendendo i riflettori sulla situazione del Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) e del Cara di Bari Palese. “Una vera e propria bomba ad orologeria pronta a esplodere.”

“Riceviamo quotidianamente segnalazioni di disordini, tensioni, minacce, tutte all’interno della struttura che ospita all’incirca 90 migranti, la maggioranza degli ospiti rinchiusi all’interno dei moduli, sono persone con gravi problemi psichici derivati dall’abuso di sostanze stupefacenti”.

“La struttura pare non disponga dei medicinali specifici per il trattamento della disintossicazione. Mancano medicinali, siringhe e, in alcuni casi, a causa della mancanza di garze, i pochi addetti, hanno dovuto far ricorso persino a della carta igienica per curare ferite. Tutto questo è anche umanamente inaccettabile – tuonano dal Coisp – Inoltre, ci segnalano come non vengano garantiti pasti a sufficienza e spesso manchi l’acqua calda”.

“Queste mancanze esasperano gli ospiti che spesso si rivoltano, danneggiando la struttura, salendo sui tetti in cerca di una via di fuga e cosa grave, pongono in essere vere e proprie azioni di autolesionismo. In più di una occasione gli ospiti hanno minacciato i poliziotti impiegati a vigilare la struttura con lamette e altri corpi contundenti. Crediamo che questa situazione sia inaccettabile e alquanto paradossale”.

“Abbiamo notizia di poliziotti che sono stati oggetto di aggressione all’interno del centro e nulla è trapelato. Ci sono stati addirittura dei morti tra gli immigrati. Crediamo, in attesa dell’approvazione del decreto cd Sicurezza di cui auspichiamo la piena attuazione, sia doveroso un suo autorevole intervento, prima che, i suoi uomini, al servizio delle istituzioni, padri di famiglia, ci rimettano la pelle”.

“Siamo pagati per servire, non per morire. Non crede che questo sistema di accoglienza abbia già fatto troppi danni? A noi non interessano i business che ci girano attorno – conclude il sindacato – a noi del Coisp interessa solo la tutela dei poliziotti. Sulla pelle dei poliziotti o di qualche disperato non si gioca. I poliziotti di Bari attendono una sua risposta”.

L’organizzazione anti-clandestini va affidata ad un dipartimento creato ad hoc, sulla falsariga dell’ICE americano. Oppure la militarizziamo ed affidiamo all’esercito: campi di detenzione in aeroporti militari per accelerare i rimpatri.




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