Scatta sgombero Riace, senza soldi Coop cacciano migranti

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Inizia lo sgombero dei sedicenti profughi da Riace. Ad un mese dal provvedimento che ha portato l’ormai ex sindaco Mimmo Lucano (sospeso) prima agli arresti domiciliari e poi al divieto di dimora nel suo Comune, dal Viminale è arrivata la lettera che notifica al Comune e alle a$$ociazioni che gestiscono il famigerato progetto $prar revocato dopo l’inchiesta la decisione di spostare gli immigrati.

In attesa che molti di loro, alla scadenza del permessino umanitario, vengano espulsi dall’Italia.

Sono 76 i fancazzisti ufficialmente ancora ospiti nelle case di Riace. Chi non accetterà il trasferimento, dovrà comunque lasciare le abitazioni di Riace fino ad ora gestite dalle associazioni alle quali, dopo le irregolarità amministrative riscontrate dalle ispezioni, il Viminale ha deciso di revocare fondi e permesso. E loro, gratis, non ospitano nessuno.

Del resto, nei giorni scorsi era stato lo stesso vicesindaco di Riace Giuseppe Gervasi, che regge il Comune da quando Mimmo Lucano è stato sospeso, a scrivere al Viminale chiedendo il trasferimento degli immigrati:

Vice Lucano confessa: “Profughi ci picchiano, Salvini chiuda Riace”

E Salvini ha raccolto l’appello.

“Cosa dovevo fare? – dice oggi – sono stato sollecitato dai carabinieri e dagli stessi operatori dello Sprar che nei giorni scorsi si sono trovati in difficoltà davanti ai migranti esasperati”.

“La verità – conclude Gervasi – è che, spenti i riflettori e andate vie le telecamere, sono rimasto solo a gestire una situazione difficile. E non c’era altra strada”.




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