Profughi: ‘Vogliamo fare shopping libero su Zalando’

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La nuova esigenza dei richiedenti asilo è quella di fare shopping su Zalando senza controlli.

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«No al coprifuoco, no al controllo dei pacchi». è iniziato poco dopo mezzogiorno il presidio contro le due circolari emanate dalla prefettura di Firenze, valide dal primo novembre, che fissano il rientro dei richiedenti asilo nei centri di accoglienza alle 20 (dove devono restare fino alle 8 del mattino successivo) e il controllo dei pacchi che ordinano online, sequito allo scandalo delle spese pazze con lo shopping online.
Il ‘sospetto’, è che i sedicenti profughi africani in fuga dalla guerra in Siria spaccino la notte per poi fare acquisti pazzi in rete. Del resto scusate: perché opporsi ad un semplice controllo, se non hanno nulla da nascondere?

Il sit-in organizzato dall’ong finanziata da Soros Refugees Welcome Italia, associazione impegnata nel favorire la sostituzione etnica invitando i propri iscritti a prendersi un profugo maschio in casa, davanti al Cas di via Massoni, nelle belle colline che circondano il capoluogo toscano.

«È veramente brutto e non vogliamo stare così. Vogliamo vivere con voi, integrarci, ma non possiamo rientrare alle 20, perché dobbiamo andare a scuola e fare tante cose», dicono i fancazzisti.

Noi tutti sappiamo cosa devono fare, dopo le venti. Ed è bene che, in attesa di levarsi dalle palle – perché dobbiamo mantenere dei giovani maschi africani? -, stiano in giro il meno possibile. Molte ragazzine si salveranno, in questo modo.

Demenziali gli striscioni scritti dagli attivisti radical shit: «Tutti siamo figli di questo mondo, vogliamo la pace e chiediamo uguaglianza», il primo; «Insieme possiamo salvare il mondo», il secondo.

Questi vengono qui a salvare il mondo. Quello che ci sfugge, visto che Salvini ha applaudito alla decisione del prefetto, è perché lo stesso non avvengano in tutta Italia.




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