Vescovo Bologna: “Con immigrati chiese diverranno moschee”

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“La basilica di San Petronio non diventi una moschea”. E’ questo l’appello – inquietante, perché mette in evidenza come l’incredibile stia ormai diventando possibile – di monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare emerito di Bologna.

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“Questo è un paradosso, spero almeno. Mi dispiacerebbe che diventasse una moschea. Con questo non voglio togliere il diritto alle persone di pregare, però che i luoghi di culto cristiani, piano piano, possano trasformarsi in moschee questo mi fa terrore”.

Sta già avvenendo in tutta Europa. In Inghilterra e Francia sono centinaia le chiese trasformate in moschee. A Bergamo, non ci fosse stata la Lega, avremmo avuto la seconda in Italia: perché la prima c’è già, è a Palermo.

“Non mettiamo più al mondo i figli – ha detto monsignor Vecchi – noi abbiamo bisogno di questi qua: molti per ora sono cristiani che vengono dall’Est, se vengono quelli musulmani loro hanno Maometto, ma Maometto non è Cristo”. Sull’accoglienza degli immigrati il vescovo di Bologna ha detto poi che “bisogna accogliere, però se io butto già la casa, come faccio ad accogliere? Io devo custodire la mia casa, cioè la nostra identità culturale deve rimanere come un valore, tra questi valori c’è quello dell’accoglienza”.

Quasi tutto bene, fino al “abbiamo bisogno di questi qua”: no, non è vero. Abbiamo 5 milioni di disoccupati. Non abbiamo bisogno. E se anche avessimo bisogno, perché non fare come gli ebrei in Israele una ‘legge per il ritorno’ che favorisca i pronipoti degli italiani emigrati per il mondo, soprattutto in Paesi oggi in crisi come Venezuela e Argentina?




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