Anche Croazia respinge ‘Patto Onu’ pro migrazione

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Dopo Trump, Orban e il cancelliere austriaco, anche il presidente croato Kolinda Grabar-Kitarović ha annunciato che non firmerà l’Accordo di Marrakesh sui migranti né la Dichiarazione di Marrakesh.

Il famigerato Global Compact for Migration (GCM) delle Nazioni Unite.

Velimir Bujanec, un giornalista televisivo croato, ha chiesto al presidente di prendere una posizione chiara sul GCM (Global Compact for Migration) dopo che molti cittadini avevano chiesto una risposta, su quella che è una evidente cessione di sovranità ad un organo sovranazionale come l’Onu nel campo dell’immigrazione.

Nella risposta, il presidente Grabar-Kitarovic ha dichiarato: “Siate certi che non firmerò l’accordo di Marrakech”, ha scritto Bujanec su Facebook.

Il «Global Compact for safe, orderly and regular migration», «Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare», è un cavallo di Troia per minare la sovranità degli Stati per quanto riguarda la lotta all’immigrazione e alla sostituzione etnica.

Promotore, l’allora presidente Usa Barack Obama.

La firma è prevista al summit di Marrakech, in Marocco. E prevede una “gestione globale e concertata dei flussi migratori” – che quindi sfuggono al controllo nazionale – e mira al rafforzamento dei diritti dei clandestini.

Vorremo da Salvini una chiara presa di posizione. L’Italia firmerà quello che Usa, Ungheria, Austria e Croazia (per ora) non firmeranno?

Salvini metterà la sua firma su quanto è scritto nel documento? Ovvero: «le migrazioni hanno sempre fatto parte dell’esperienza umana nel corso della storia, e le valutiamo pertanto come una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile nel nostro mondo globalizzato». Quindi l’opposto del programma della Lega votato dagli italiani?

E nel documento si legge anche che «dobbiamo fornire a tutti i nostri cittadini l’accesso a informazioni obiettive, chiare e corroborate dai fatti sui vantaggi e le sfide delle migrazioni, al fine di combattere narrazioni fuorvianti che generano percezioni negative dei migranti». In pratica la censura: dietro alle belle parole sulla lotta al razzismo e alla xenofobia, si celano come sempre obiettivi propagandistici e di indottrinamento, nonché allusioni a provvedimenti liberticidi.

Ps. Andate sui profili social di Salvini e ponete la domanda. Magari inserendo l’articolo.




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