Decreto Salvini, Paragone mette in riga ‘grillini rossi’

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I grillini rossi sono sempre più malvisti nel MoVimento, da quando questo manipolo di tre o quattro senatori avrebbe minacciato di non votare il decreto di Salvini.

Almeno tre di loro, Nunges, De Falco e Fattori non sembrerebbero intenzionati a votare a favore del provvedimento. Anche qualora il governo decidesse di apporre la fiducia.

A Radio Cusano Campus, Gianluigi Paragone richiama all’ordine i difensor degli stupratori con il permesso umanitario: “I dissidenti mi devono dire se alla fine della scrittura quel decreto è migliore rispetto all’inizio – attacca l’ex conduttore – Io sono sicuro che il decreto uscito dalla stanza di Salvini in origine, lunedì arriverà in parlamento con dei correttivi. E parte di questi correttivi ha il germe del dibattito partito da Nugnes, De Falco e Fattori, però dobbiamo intenderci: o sono i principi, oppure le bandierine. Quindi se è un discorso di bandierine De Falco, Nugnes e Mantero allora non va bene”.

In realtà il decreto è ancora migliore in senso restrittivo, di quello uscito dall’ufficio del ministro.

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“A De Falco dico, parafrasando il dialogo con Schettino: la smetta cazzo! Se lui richiama la Costituzione e vuole mandare tutto gambe all’aria perché lui dice di essere garante della Costituzione – aggiunge – gli voglio ricordare che la Costituzione è il faro per tutti e nella Costituzione c’è scritto: dignità, lavoro, tutela del risparmio e dei diritti. Dentro l’azione di questo governo trovo provvedimenti che vanno nel segno della Costituzione. Non vorrei che De Falco stesse facendo una battaglia solo in termini di visibilità”.

Il decreto passerà, ovviamente, ma chi anche solo pensa di non votarlo è un complice degli stupratori con il permessino umanitario.




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