Lega, arriva la legge: via sconti di pena per gli assassini

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Il prossimo 5 novembre sarà votata alla Camera una proposta di legge, a firma del sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, che abroga il famigerato ‘giudizio abbreviato’, almeno nel caso di gravi reati.

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Questa legge deve essere approvata, perché chi uccide le ragazzine italiane, non può e non deve uscire dopo pochi anni di galera. Serve l’ergastolo: servirebbe il palo più alto, ma per ora…

Nato per sveltire i tempi della giustizia, è diventato una sorta di indulto automatico: chi vi accede ha lo sconto immediato di 1/3 della pena. Che poi sommato a tutti gli altri benefici, finisce per liberare spacciatori e assassini troppo presto.

L’avvocato Elisabetta Aldrovandi, presidente dell’Osservatorio nazionale sostegno vittime, lancia un appello «a tutte le forze politiche affinché votino questa proposta che non è una battaglia politica, ma di giustizia».

La proposta prevede la modifica dell’articolo 438 del codice di procedura penale con cui si specifica che «il rito abbreviato non si applica ai reati che prevedono la pena dell’ergastolo». Inoltre, si modifica l’articolo 442 che stabilisce che la «pena della reclusione a vita sia sostituita con quella della carcerazione per 30 anni, mentre a quella dell’ergastolo con isolamento diurno è sostituita quella dell’ergastolo».

«Sullo stupro e l’omicidio di Desirée – spiega ancora l’avvocato Aldrovandi – si chiede una pena esemplare che potrebbe non esserci nella realtà, perché con le attuali norme in vigore gli imputati anche per reati gravissimi possono accedere al rito abbreviato: se chiesto va concesso e comporta lo sconto di pena di un terzo, beneficio di cui, se vorranno, potranno godere anche i carnefici di Desirée. Per fortuna – prosegue – qualcosa, con questo nuovo progetto di legge, sta cambiando: alla Camera è in discussione il disegno di legge, importantissimo, che rappresenta un primo e concreto passo verso la certezza della pena e il riconoscimento dei diritti delle vittime».

Nel nuovo progetto sarà inserita, però, la dicitura «in caso di condanna per reati diversi da quelli per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche ove l’imputato abbia presentato la richiesta ai sensi dell’articolo 438, commi 5, 5 bis o 6, la pena determinata tenendo conto di tutte le circostanze aggravanti, è diminuita di un terzo». Con l’introduzione della norma del 1999 era venuta a mancare, infatti, qualsiasi limite di natura oggettiva per l’applicabilità di questo rito speciale, «definendosi così anticipatamente anche processi aventi ad oggetto imputazioni per reati molto gravi».

La pacchia sta finendo anche per i criminali. Fosse per noi, il rito abbreviato lo elimineremmo in tutti i casi in cui l’evidenza dei fatti rende chiara la responsabilità dell’imputato.




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