Migranti vogliono linciare anziano sul bus

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“Ho rischiato grosso… Dentro alla corriera, piena di persone, eravamo solo in cinque del luogo, per il resto tutti cittadini stranieri e non c’era il personale della sicurezza. Per difendere un anziano del luogo, con qualche problema mentale, stavo per essere picchiata. Un ragazzone di colore mi ha messo la mano sulla spalla e non ne voleva sapere di toglierla perché mi accusava di aver difeso l’anziano che, realmente, aveva detto qualche parola di troppo”.

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Immigrati contro il pensionato malato di mente, con l’imprimatur del boldrinismo antirazzista.

E’ accaduto in provincia di Ascoli Piceno. Vittima un anziano con problemi mentali seduto sul pullman che collega San Benedetto-Ascoli Piceno. Un pullman sempre pieno di immigrati perché quelli del posto usano ormai l’auto: proprio perché gli immigrati usano il bus.

Sul pullman salgono in maggioranza anziani, poveri e immigrati che molte volte non pagano neanche il biglietto. Nel 90 per cento dei casi, secondo le ultime statistiche.

A bordo del pullman, gli Start (una controllata pubblica), non c’è security: “E’ impossibile fermarli”, confida ad Affari Italiani un autista, “anche perché oramai siamo una minoranza, fanno gruppo e hanno preso il sopravvento”. Se 10 anni fa si ripetevano i litigi furiosi con gli autisti, minacce e tira e molla, ora non ci sono neanche più visto che su 100 passeggeri 70 sono immigrati.

E qualche anziano che non ci sta con la testa.

La mattina del 25 ottobre il pensionato, noto per essere instabile mentalmente è seduto nel bus e viene avvicinato da magrebina, salita a una fermata precedente e che chiede di potersi sedere accanto a lui, ma si sente rispondere: “Qui non ti puoi sedere perché sei negra”.

Sul pullman si scatena il caos. Gli immigrati cominciano ad inveire contro l’anziano. Lo circondando. E quando una donna che lo conosce prova a spiegare le condizioni dell’anziano, loro, che non sono in condizioni migliori, non capiscono: vogliono linciarlo.

La donna racconta: “Lo conosco bene e so dei suoi problemi, ho cercato di spiegare la situazione… ma ho quasi peggiorato la situazione, perché in coro hanno detto che se ha problemi dovrebbe viaggiare accompagnato. E’ intervenuta anche una donna che parla spagnolo e la capivo bene perché conosco la lingua, la quale ha affermato che lei è addetta al rilascio dei documenti per gli extracomunitari e che quello che stava accadendo era molto grave. Insomma mi ha aggredita verbalmente anche lei. Mentre ero lì, ho telefonato al sindaco di Spinetoli, ma non ha risposto. Volevo dirgli quello che stava accadendo, perché l’anziano lui lo conosce molto bene. Insomma ho rischiato di prenderle e vi racconto questo episodio affinché la gente che viaggia sulla linea della vallata del Tronto faccia attenzione, ma soprattutto voglio dire che, nelle ore in cui viaggiano tanti stranieri insieme, non si può fare a meno della sicurezza a bordo del bus”.

La società multietnica è un inferno di incomprensioni.

O noi, o loro.




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