Don Biancalani: “Fascisti di Salvini mi perseguitano”

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“C’è una forte volontà di colpire chi può trasmettere una narrazione alternativa a quella negativa sui migranti”, ha detto don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro di Pistoia, a Catanzaro, dove ha partecipato a un incontro sui temi dell’accoglienza con i presidenti della Regione Calabria e Toscana, Mario Oliverio ed Enrico Rossi, e con il sindaco di Riace, Domenico Lucano.

Sicuramente la sua ‘narrazione alternativa’, fatta di profughi spacciatori e ubriachi, è temuta da tutti noi. Soprattutto quando li porta per mano in piscina.

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“La verità – ha proseguito – è che siamo davanti a una guerra ai migranti, se vediamo a quello che si fa in Libia, quello che si è fatto con le Ong, a Medici senza Frontiere fatti passare come dei banditi: insomma, cose pazzesche. Come la vicenda che ha coinvolto Mimmo Lucano e me, nel mio piccolo, perché mi è stato fatto di tutto, fin dal momento in cui sono andato in questura a battere i pugni. Per chi vuole capire come funzionano le cose in tema di immigrazione basta andare all’ufficio stranieri della Questura: a Pistoia – ha spiegato don Massimo Biancalani – ci sono due addetti che non conoscono inglese e francese, da questo sono partite molte mie arrabbiature”.

Don Massimo Biancalani ha ricordato anche la vicenda che l’ha coinvolto, quella della foto che ritraeva in piscina alcuni richiedenti asilo ospiti del suo Cas a Vicofaro, nell’agosto 2017: “Una banalità incredibile. Dissi: quei ragazzi sono la mia patria, fascisti e razzisti i miei nemici. Apriti cielo. Lì però – ha rilevato il parroco – sono iniziati anche i miei guai con la Chiesa: viviamo un isolamento e una cattiveria che viene dall’interno della Chiesa, due preti hanno detto di vergognarsi di me. Il mio vescovo è un piede qui e un po’ là, non ha mai preso parte: purtroppo è un tema un po’ doloroso. C’è anche una destra religiosa che confluisce in Fratelli d’Italia e in Casapound. Poi Salvini mi ha preso di mira, ha stravolto il mio post definendomi il prete pistoiese anti-italiano e anti-leghista, come a far capire che dovevo essere, in qualche modo, bastonato. Da quel giorno sono arrivate offese e anche minacce di morte, e infine un’irruzione in chiesa di Forza Nuova (falso ndr…). E sabato scorso il blitz, di 50 tra polizia, carabinieri, finanziari, vigili del fuoco, ispettorato del lavoro, polizia municipale: alla fine se sono son andati via con un pugno di mosche in mano ma è evidente – ha concluso don Massimo Biancalani – che c’è una forte volontà di colpire chi può diventare un simbolo, chi può trasmettere una narrazione alternativa a quella negativa sui migranti”.




2 pensieri su “Don Biancalani: “Fascisti di Salvini mi perseguitano””

  1. la parola magica “fascisti” copre tutte le schifezze sinistre sia in buona che cattiva fede. I sinistrati che appoggiano chi è stato inquisito e non ancora giustificato rivelano la loro balordaggine e il razzismo verso gli italiani.

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