Desirée: centri sociali impediscono a Salvini di lasciare un fiore

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Salvini voleva portare un fiore, gli è stato impedito da un gruppo di attivisti dei centri sociali: evidentemente clienti degli assassini di Desirée.

I centri sociali antifà toccano un nuovo minimo nella loro esistenza di parassiti.

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Durante la visita di Salvini nel quartiere di San Lorenzo, applaudito dai cittadini che gli hanno chiesto di sgomberare il palazzo da anni occupato da clandestini, una trentina di teppisti rossi ha tentato di impedire l’ingresso del ministro nello stabile. Lui, per non disonorare la memoria di Desirée con disordini sul luogo della sua morte, ha rinunciato. Ma che schifo, questi trenta delinquenti.

“Fenomeni che difendono i delinquenti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito gli attivisti che gli hanno impedito di entrare nello stabile: “Ci sono trenta ragazzotti dei centri sociali che preferiscono gli spacciatori ai cittadini, sono affari loro”, ha detto Salvini.

“Tornerò”, ha poi assicurato il ministro. E sullo stabile il vicepremier precisa: “C’è una proprietà: i privati o lo valorizzano o lo mettono in sicurezza o lo abbattono. Ci sono solo queste tre possibilità”.

Alle contestazioni dei centri sociali hanno risposto i cittadini che hanno applaudito Salvini al grido “Italia agli italiani” invitandolo a non curarsi di chi lo contestava. Il ministro ha parlato con i presenti che gli hanno detto “siamo tutti con te”.

Guardate che schifo, vanno sul luogo della morte di una ragazzina per fare casino:

“Ho una rosa bianca in macchina – ha detto Salvini – che avrei voluto portare se questi imbecilli fossero stati altrove. Ci tornerò senza dirlo a questi fenomeni che proteggono delinquenti e spacciatori. Provo tristezza per i ragazzotti dei centri sociali che preferiscono gli spacciatori alla polizia. Loro – e chi la pensa come loro – avranno la nostra attenzione“.

Disgustosi. Ci vuole il metodo Bolsonaro, Salvini.




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