La grande guerra demografica: non bombe, ma donne incinte

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Secondo l'Onu fino al 2050 la popolazione dell'Africa aumenterà al ritmo di 62 milioni di persone l'anno. Ma noi siamo…

Posted by La Verità on Monday, October 22, 2018

E’ in corso una grande guerra demografica, e la stiamo perdendo:

Il problema Africa non si risolve ‘aiutandoli a casa loro’, anzi, questo è il modo migliore per ritrovarci più africani sui barconi. Come infatti hanno ormai evidenziato molteplici studi e ricerche, nonché l’evidenza dei fatti, sono i benestanti a mettersi in viaggio verso l’Europa: per venire a farsi mantenere, a delinquere o, comunque, diventare ricchi. I poveri non partono, perché non hanno soldi per partire.

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Il problema Africa si risolve in termini demografici. Lo ha compreso il generale Carlo Jean che in una recente intervista al

Il controllo delle nascite, a cui però si oppone non soltanto l’islam ma anche la Chiesa cattolica. Le misure igieniche e le medicine che abbiamo esportato in Africa hanno allungato le aspettative di vita e la mortalità infantile è crollata. Negli anni Cinquanta gli africani erano 200milioni, ora sono un miliardo e 200 milioni e, alle attuali condizioni di crescita, a fine secolo saranno più di 4miliardi. Se non c’è una misura di transizione demografica saranno un terzo dell’umanità. La Nigeria, ad esempio, nel 2050 conterà più popolazione dell’Unione europea, che facciamo?

I media e le ong non ci fanno vedere altro che ‘scheletrini’ famelici, è una situazione oggi quasi inesistente. Il problema, detto in modo utilitaristico (ma nella vita ciò che è utile al tuo gruppo diventa moralmente giusto), non è che muoiono troppi bambini, ma semmai che ne nascono troppi.

Quindi il problema Africa si risolve con un “bombardamento di preservativi”, ancora meglio: con una politica di sterilizzazioni di massa volontarie sul modello indiano.

Andava fatto decenni fa, ma per colpa di Chiesa, ong e cazzari vari abbiamo inviato medicine senza preservativi.

E la vera minaccia alla nostra identità come popolo, non sono le bombe, ma le loro donne incinte.




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