Governo nigeriano avvertì il nostro: “Mafia nigeriana sui barconi”

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La Mafia Nigeriana emerge ormai come la «quinta mafia» in Italia.

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Si è radicata nelle nostre città attraverso l’immigrazione. Il centro è a Benin city, i suoi tentacoli arrivano in tutta Italia.

Giovandosi di mille affiliati stimati, più decine di migliaia di ‘soldati’, la mafia nigeriana spadroneggia in almeno 20 città e dieci regioni italiane, gestendo un lucroso traffico che comprende migliaia di prostitute nigeriana (anche loro arrivate sui barconi), l’elemosina e, soprattutto, lo spaccio, con la nova frontiera della micidiale eroina gialla. Che ha già fatto decine di morti in Italia.

Il giornalista del Corriere della Sera Goffredo Buccini, in un interessante articolo, denuncia la sottovalutazione mediatica del fenomeno.

A denunciare la sottovalutazione al giornalista è stato il commissario della Municipale di Torino Fabrizio Lotito, che ha inviato informative a Roma, Bologna e Palermo e che ha collaborato alle indagini della procura della sua città, iscritte come 416 bis.

La mafia nigeriana è organizzata per cosche chiamate “cult”. Alcuni nomi sono apparsi ripetutamente nelle cronache italiane: Black Axe, Maphite, Sepreme Eiye Confraternity, Ayee. «Collegandoli come puntini su un foglio mostrerebbero forse un disegno più ampio, imbarazzante per un malinteso senso di correttezza politica: dibattere pubblicamente sui mafiosi nigeriani offre argomenti ai razzisti nostrani?», si preoccupa Buccini.

Che deve riconoscere come i mafiosi siano tutti arrivati via barcone.

Sul Corriere di Torino, in un’altra inchiesta a firma di Giovanni Falconeri, si legge che i Maphite «sono sbarcati a Lampedusa e la gente ha paura di loro. Non hanno rispetto per la vita». Le inchieste giornalistiche parlano esplicitamente di «sbarchi controllati dalla mafia di Benin City», un dato mutuato dalle inchieste giudiziarie che stanno aprendo uno squarcio su questa realtà.

«I moduli operativi delle associazioni criminali nigeriane sono stati trasferiti in Italia in coincidenza con i flussi migratori massivi cui assistiamo in questi anni», si legge in una ordinanza del giudice torinese Stefano Sala, della quale dà conto Buccini.

Quindi, emerge chiaramente la fotografia di una mafia nigeriana arrivata in Italia con i barconi, con i suoi soldati mantenuti in hotel dai contribuenti italiani, mentre prendevano possesso delle nostre città.

Una mafia che ora controlla il territorio, grazie alla possibilità di attingere manovalanza senza fine dalle file dei migranti sbarcati in questi anni: centinaia di migliaia.

E attenzione. Le nostre autorità erano state avvertite per tempo, «non dal delirio di un balordo xenofobo, ma dall’informativa dell’ambasciatore nigeriano a Roma», denuncia Buccini.

Era il 2011, prima che il PD iniziasse l’operazione che ha traghettato in Italia quasi 1 milione di africani, centinaia di migliaia dei quali nigeriani.

E in quell’informativa il rappresentante del governo nigeriano in Italia scriveva: «Vorrei attirare la vostra attenzione sulla nuova attività criminale di un gruppo di nigeriani appartenenti a sette segrete, riusciti a entrare in Italia principalmente con scopi criminali».

Il governo della Nigeria aveva avvertito: la mafia nigeriana sta trasferendo soldati sui barconi. Il Pd ha fatto finta di niente. Al patibolo.




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