Volley: sono brave, ma non sono italiane

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E non c’entra l’abusato razzismo, c’entra l’ordine naturale delle cose. Il razzismo, vero, è odiare qualcuno per quello che è, non descriverlo per quello che è.

I razzisti, veri, sono coloro che vogliono negare le differenze e che vogliono trasformare i popoli a immagine e somiglianza della globalizzazione.

Avvenire è finanziato con soldi pubblici e delle coop dell’accoglienza per fare propaganda all’immigrazione, non sorprende.

Quello che sorprende è, semmai, la sudditanza culturale dell’area cosiddetta ‘sovranista’. Hanno così terrore di essere considerati ‘razzisti’, da non riuscire a sostenere una verità elementare: non si è italiani solo perché si vive in Italia, ci si è nati o qualcuno ci ha adottato.

Se i vostri genitori vi avessero fatto nascere a Pechino, sareste cinesi? Evidentemente no. E nessuno accuserebbe i cinesi di ‘razzismo’.

Quando cedi su questo presupposto, è evidente che poi diventa impossibile opporsi, sul piano della mera oggettività, allo ius soli e alla sostituzione etnica: se quelle due sono ‘italiane’ come noi, perché dovremmo opporci all’immigrazione e al fatto che nel 2050 ‘quelle due’ diventeranno ‘sei’?

C’è una grande ipocrisia e sudditanza culturale nei sovranisti che non riescono a dire che gli italiani sono bianchi e culturalmente cristiani. Eppure non c’è nulla di male, anzi.

Semmai il razzismo è in chi considera gli altri inferiori, al punto da sentirli al proprio pari solo se li trasforma in ‘italiani’: per noi un eschimese è un essere umano anche se non gli diamo la cittadinanza. Evidentemente, per i sinistardi no.

Ma almeno i sinistardi portano avanti le proprie nefaste idee, i presunti sovranisti, invece, no. Oppure non sono tali.

Perché se passa il principio che gli individui sono intercambiabili, allora lo stesso concetto di nazionalità perde il proprio senso. E questo varrebbe anche se parlassimo di svedesi invece che di africane.

Ps. I Saviano, gli Avvenire e tutta la compagnia dei viaggiatori, credono di portare acqua al proprio mulino mettendo l’attenzione sulle pallavoliste, come fecero per le quattrocentiste mesi fa: scemi. Mostrarle mette in evidenza a tutti la sostituzione etnica, e ci fa un enorme favore. Non lo comprendono, e non intuiscono l’effetto contrario della loro propaganda, perché per loro la sostituzione etnica è un fatto positivo: ma per la maggioranza degli italiani no, e ‘fargliela vedere’ crea un effetto rigetto. Quindi grazie, Saviano.




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