Flixbus, svelata bufala razzismo: il nero non aveva il biglietto

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La storia del “nero vittima di razzismo sul Flixbus di Trento”:

FlixBus: niente razzismo, studentessa di sinistra si era inventata tutto

Viene definitivamente derubricata a bufala. Il nero non aveva il biglietto corretto per il posto che pretendeva.

La cosa grave è che la bufala politica della sinistarda è stata amplificata dai giornali bufalari di sinistra e dai media di distrazione di massa.

Dalla visione dei video sta emergendo invece tutt’altro.

L’africano, infatti, non sapeva esprimersi in italiano e stava provocando ritardo poiché non comprendeva le spiegazioni dell’autista.

Voleva sedersi nei primi posti del bus che invece erano riservati a chi paga un sovrapprezzo, quindi il suo biglietto non era valido.

Sono dovute intervenire le forze dell’ordine per ‘convincerlo’.

Una storia, quelle delle bufale razziste, che spesso porta a grandi casi che poi si sgonfiano puntualmente (esempio, l’uovo che colpì un’atleta ivoriana usato per propaganda politica).

Naturalmente, tutto ciò è coinciso con gli ultimi giorni di campagna elettorale in Trentino e con l’arrivo di Salvini in città (condito da atti vandalici), in maniera che qualcuno potesse urlare al razzismo, fenomeno che è tutto a danno degli italiani.

Ad avvalorare la tesi della «Bufala» è anche la dichiarazione di chi ha fatto da interprete fra il nero, l’autista e le forze dell’ordine, che appunto smentisce l’episodio di razzismo.




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