Italiana vive in auto nel paese che ospita 28 profughi in hotel

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Torniamo a parlare della drammatica vicenda di una giovane donna italiana di Sacile, in provincia di Pordenone, che ha perso casa e lavoro e che da alcune settimane dorme in auto:

Italiana perde lavoro e vive in auto: per lei niente collette

Torniamo a parlarne perché si apprende che nella stessa città, vivono in hotel 28 sedicenti profughi!

Il Comune di Sacile ha fatto sapere che: «Il personale del servizio sociale comunale si è attivato subito non appena coinvolto per cercare soluzioni adeguate al caso della 36enne.
Gli interventi per affrontare la difficile situazione che si è venuta a creare dopo la perdita del lavoro sono stati immediati (come peraltro affermato dalla stessa 36enne, ndr): prima con la sistemazione della donna all’hotel Luna di Fontanafredda e successivamente all’hotel Regina di Sacile. Dopo queste tre settimane in cui è stata affrontata l’emergenza, il problema ha assunto un aspetto più complesso che coinvolge anche il servizio sociale che l’ha assistita e continua a seguirla».

Perché lei è italiana, quindi se perde tutto, in hotel può starci al massimo tre settimane. Poi in auto.

Ci sono però 300mila euro per i finti profughi, non per un’italiana.

Lo stesso Comune di Sacile, retto da maggio di quest’anno da un sindaco di Forza Italia, con la Lega all’opposizione, infatti, ha approvato lo scorso anno il progetto 2017-2019 sul Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (il famigerato SPRAR), ha stanziato un budget di 300mila euro per l’accoglienza di 28 profughi.

La povera donna italiana, doveva fingersi straniera e arrivare con un barcone, oggi le darebbero vitto, alloggio e per trovarle perfino un nuovo lavoro. La sua sfortuna è quella di essere italiana.

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Gli italiani sono discriminati in casa propria. E poi ci sono dei dementi che protestano se la Lega tenta di riequilibrare – con molta, troppa timidezza – questa situazione intollerabile.

State tirando la corda.

Ps. La giovane donna, dopo che è stata resa nota la sua vicenda, ha ricevuto tante offerte economiche da compatrioti, ma rifiuta di essere trattata come una scroccona di Lodi e non vuole ricevere l’elemosina da nessuno. Vuole un lavoro. Magari socialmente utile, di quelli che date agli immigrati!




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