L’africana Miriam Sylla provoca Salvini: “Sarà contento dei nostri successi…”

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Dobbiamo ringraziare personaggi come questa e i Balotelli: perché rendono evidente anche a chi non si interessa del tema che una sostituzione etnica è in corso.

Usano lo sport come clava per fare propaganda politica. Non comprendendo che questa violenza genera la reazione contraria.

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Sylla, schiacciatrice classe 1995 nata a Palermo da genitori della Costa d’Avorio, e quindi lei stessa ivoriana, se la prende con Salvini. Un altro motivo per non seguire quella cosa inutile che si chiama ‘sport femminile’.

“Da fuori siamo il simbolo dell’integrazione, ma per noi è la normalità”. No, siete un simbolo della sostituzione etnica, per questo è giusto tifare contro ogni nazionale che schiera italiani sulla carta. Africani o giapponesi che siano.

In collegamento dal Giappone, a una domanda dei conduttori Lauro e Cucciari sulla “particolarità” del sestetto che ha vinto 10 partite di fila prima di perdere contro la Serbia: la presenza di due atlete africane, lei e la Egonu.

Il conduttore Giorgio Lauro le ha alzato la palla: “Sarà contento Salvini”, la sua provocazione. Che la pallavolista africana ha commentato così: “Oh, lo sento che sta urlando e saltando di gioia”. “Vi ha scritto per farvi i complimenti”, le hanno poi chiesto dallo studio. E lei: “No, non ci ha scritto. Mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci ha fatto i complimenti e un in bocca al lupo. L’abbiamo apprezzato molto”.

Che perdiate o vinciate non ce ne fotte nulla. Ma notiamo l’ossessione dei giornalisti per gli africani che vengono inseriti nelle nazionali. Quando il ghanese Balotelli giocava nella nazionale di calcio, esisteva solo lui, ora, queste due sono le uniche che interessano, delle altre se ne fregano. Sono solo italiane. Vere.

Anche nello sport si vede la sostituzione etnica in corso. Soprattutto in quello femminile che è molto meno praticato.

Per assurdo, ma perché dovremmo tifare per 5 africane ‘italiane’ contro 5 cinesi? Che ci frega?

Ps. Vogliono fare passare per ‘integrazione’ la massiccia sostituzione di italiani con gli afroislamici. Se accadesse il contrario, e si volesse far passare inglesi per nigeriani, parlerebbero di genocidio. Perché l’immigrazione è un genocidio con altri mezzi: diluisce le identità.




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