Di Maio denuncia talpe:”Il dl fiscale è stato manipolato”

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“Nel testo che è arrivato al Quirinale c’è lo scudo fiscale per i capitali all’estero. E c’è la non punibilità per chi evade. Noi non scudiamo capitali di corrotti e di mafiosi. E non era questo il testo uscito dal Cdm”, ha aggiunto il vicepremier. “Io questo testo non lo firmo e non andrà al Parlamento”. ha aggiunto “Questo è un condono scudo fiscale come quello che faceva Renzi io questo non lo faccio votare”.

Così Di Maio accusa i burocrati annidati nel ministero delle finanze – cellule eversive lasciate dal PD – di avere manipolato il decreto. Dopo il caso della CRI, iniziano ad ‘esagerare’.

Di Maio poi spiega sui suoi social dopo l’intervento a “Porta a porta”: “È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla presidenza della Repubblica, ma non accordato dal consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade – ha scritto su Instagram. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!”.

Il Quirinale ha però diffuso una nota in cui si spiega che il testo non è mai arrivato. “In riferimento a numerose richieste da parte degli organi di stampa – si legge -, l’ufficio stampa del Quirinale precisa che il testo del decreto legge in materia fiscale non è ancora pervenuto al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica”.




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