L’ultima battuta dell’Onu: “Migranti portano sviluppo”

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La Fao, una delle tante burocrazia di parassiti dell’Onu mantenute anche dai contribuenti italiani – 200 milioni di euro l’anno costa agli italiani questo baraccone – e che si occupa, in grandi cene, di fame nel mondo, ha redatto un rapporto per il 2018. Meglio di un libro comico.

Secondo la FAO, infatti, le migrazioni “sono parte integrante dello sviluppo economico, sociale ed umano” e consentono allo stesso tempo di “ridurre le ineguaglianze sia all’interno dei Paesi che tra Paesi”.

Ma infatti. Non ve ne siete accorti di quanto riducono le uguaglianze? Forse nel senso che le classi medie diventano povere riducendo le differenze con quelle già povere. Forse intendono questo i panzoni della FAO!

Secondo il rapporto “Migrazioni, agricoltura e sviluppo rurale” in totale dal 1990 al 2015 i migranti sono saliti da 153 a 248 milioni di persone (tra il 2,9 e il 3,3% della popolazione globale). “Le migrazioni sono un fenomeno mondiale in espansione – si legge nel rapporto – che coinvolge milioni di persone in cerca di un futuro migliore, ma sono sempre esistite. Sono portatrici di sfide sia per i migranti stessi che per le società, sia nelle regioni di partenza che di arrivo”.

Non vogliamo diventare l’Africa senza le risorse materiali dell’Africa. E’ una sfida che lasciamo volentieri ad altri.




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