“The Good Censor”, il piano di Google per censurare gli utenti

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Breitbart ha pubblicato un memo interno di Google che un dissidente ha fatto trapelare, intitolato “The Good Censor”, il ‘censore buono’, nel quale si spiega che la società intende allontanarsi dalla “tradizione americana” della libertà di parola verso un modello ‘europeo’ che valorizza “la dignità rispetto alla libertà e la civiltà rispetto alla libertà”. In poche parole: la censura.

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Sostengono che l’elezione di Donald Trump, insieme all’ascesa della destra populista in generale, rende la libertà di parola impossibile, e che i vecchi valori della Silicon Valley devono essere abbandonati verso un nuovo meccanismo di controllo autoritario: perché loro sono i ‘buoni’.

Il memorandum interno di 85 pagine afferma che Google e le altre piattaforme principali “controllano la maggior parte delle conversazioni online” e hanno deciso un cambiamento di paradigma “verso la censura” perché non sono d’accordo con l’attuale direzione della politica globale.

Insieme all’elezione di Donald Trump, citano l’ascesa dei populisti in Europa, come Salvini in Italia, spiegando che l’utilizzo di un modello di censura aggressivo rende il loro prodotto più vendibile anche al governo comunista in Cina.

Il documento afferma che la libertà di parola illimitata è una “narrativa utopistica” che non può reggere davanti ai recenti eventi politici e al “cattivo comportamento” degli utenti.

Si afferma che tutte le principali piattaforme inizialmente promettevano la libertà di parola, ma è qualcosa che non possono più fare. Altrimenti vincono i populisti.

E qui è il punto: i social hanno dato al popolo la verità, e siccome la verità rende liberi, questo ha portato le persone, prima ‘inibite’ dai media verticali, a rendersi conto che a pensarla in un certo modo è la maggioranza. Questo rende obsoleto il sistema di controllo dei media di distrazione di massa, che non possono più dire al popolo che un partito è troppo estremista per essere votato: per il semplice motivo che i social rendono possibile capire che quello che i media ritengono ‘estremo’, è in realtà il pensiero della maggioranza.

In pratica, i social hanno liberato la maggioranza da una élite che controllava cosa era lecito pensare. L’hanno resa libera di essere se stessa.

E allora scatta il piano di emergenza: censurare i social. E Internet in generale.

E’ urgente imporre a Big Tech il rispetto della libertà di espressione. Le multinazionali di Internet vanno regolate.




2 pensieri su ““The Good Censor”, il piano di Google per censurare gli utenti”

  1. Google, Facebook, Oracle, Dell, Amazon… e la lista potrebbe continuare: cosa hanno in comune tutte queste multinazionali tecnologiche? Oltre ad essere dei grandi fornitori dell’esercito hanno tutte un padrone ebreo. Se al padrone aggiungete la variabile CEO sono tutti ebrei o indiani. Poi abbiamo Apple, e lì il CEO è omosessuale.

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