Sconto di pena per assassino di sua mamma, e lo prende in giro in tribunale

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Il 18 settembre dell’anno Mirella Ansaloni, 79 anni, rientrava a casa con la spesa.

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Ma lì l’attendevano il suo vicino di casa e un amico di lui: entrambi minorenni marocchini. Massacro.

Il vicino di casa magrebino aveva già rapinato Mirella e altre persone del vicinato, tutti terrorizzati dalla presenza del giovane e della sua famiglia.

Il massacro. I due nordafricani la aggrediscono con brutalità a colpi di bottiglie di vetro, ammazzandola senza pietà.

Tutto, per sottrarle pochi euro nella borsa e una catenina d’oro, rivenduta qualche ora più tardi a Milano, per qualche centinaio di euro, sperperato poco dopo tra un locale e l’altro della movida milanese.

La signora non ha avuto tempo e modo di reagire, di chiedere aiuto: è stata trovata senza vita sul pavimento di casa sua, in una pozza di sangue.

RAGAZZI MAROCCHINI ENTRANO IN CASA E MASSACRANO ANZIANA

Ora inizia il processo. E i due hanno chiesto il rito abbreviato, che significa automatica riduzione della pena di un terzo.

Il figlio della vittima urla di dolore e rabbia: “Oggi si è rinnovato il mio dolore. Ma, come se non bastasse, mi sono sentito sbeffeggiato dall’omicida di mia madre, il quale passandomi davanti mi ha guardato e mi ha salutato come se niente fosse”.




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