Pizzeria assume italiano invece che africano, attivisti protestano

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In Sardegna la disoccupazione è a livelli greci, i giovani fuggono in cerca di lavoro, ma per alcuni fanatici dell’accoglienza, i locali dovrebbero assumere pizzaiolo africani – magari finti profughi – al posto di giovani locali:

Sta facendo il giro del web la denuncia di un gruppo di abitanti (attivisti impegnati nel business dell’accoglienza ndr..) di Tempio Pausania, in Gallura, secondo cui una pizzeria della cittadina avrebbe negato il lavoro a un giovane africano per non urtare la sensibilità di alcuni clienti, che non avrebbero sicuramente gradito la sua presenza. La lettera – come riporta oggi il quotidiano La Nuova Sardegna – è stata diffusa attraverso i social network. “Tempio è una tranquilla cittadina di provincia, dove si promuove a più livelli la mobilità internazionale di giovani studenti, dove le persone viaggiano e conoscono altre realtà, dove associazioni di volontariato si mobilitano per la solidarietà – scrivono – e dove, comunque, la presenza di un ragazzo straniero, africano, non è gradita al banco di una pizzeria al taglio”.

I cittadini spiegano che i titolari della pizzeria “difendono la stabilità del loro lavoro per paura di perdere clienti affezionati, che a seconda di chi vedono al bancone storcono il naso e pensano di cambiare pizzeria”.

E poi, qualcuno ci deve spiegare cosa c’entrano gli africani con la pizza. Una pizza è italiana non solo se fatta con prodotti italiani, ma anche se chi la fa è italiano.

Si dovrebbe istituire una sorta di marchio DOC ‘italiano’ anche per gli operatori, non solo per gli ingredienti.




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