50 immigrati contro 2 agenti: capo rivolta ha protezione umanitaria, espulso

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Primo effetto del decreto voluto da Salvini. A farne le spese – fa sapere il Viminale – è Omar Jallow, gambiano.

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Omar Jallow, 26enne con precedenti, ha guidato l’aggressione nei confronti degli agenti da parte di una cinquantina di rifugiati contro due agenti. Il giovane, infatti, alla guida di un’auto non si è fermato all’alt a un posto di blocco anticaporalato della polizia e, anzi, ha accelerato cercando di investire i due poliziotti di pattuglia. Ne è nato un inseguimento terminato quando il gambiano si è fermato nei pressi della baraccopoli vicino al Cara di Borgo Mezzanone, a una quindicina di chilometri da Foggia.

Lì, una cinquantina di ospiti del centro ha accerchiato i due poliziotti, li ha colpiti con calci e pugni e bersagliati con un lancio di oggetti contundenti. Solo l’arrivo di altre pattuglie di polizia ha messo in fuga gli aggressori, mentre Jallow è stato arrestato per per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’africano era un richiedente asilo che poi ha ottenuto la famigerata protezione umanitaria – abolita dal decreto – grazie a un ricorso alla magistratura.

Il suo status doveva essere riesaminato dalla commissione territoriale di Foggia (per ottenere l’eventuale rinnovo) ma l’aggressione ai poliziotti ha accelerato la procedura. Per effetto del decreto Salvini, la commissione – indica sempre il Viminale – sta già esaminando il caso e il gambiano sarà, a meno che i componenti non vogliano essere licenziati, espulso.

Ricordiamo che l’automatismo non c’è ‘grazie’ a Mattarella.

Domanda: e gli altri 49 ‘profughi’? Non è il caso di espellere tutti i ‘residenti’ della famigerata baraccopoli e poi raderla al suolo?




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