La Stampa: nostri lettori non vogliono usiamo termine ‘clandestino’

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I giornali fanno di tutto per dare ragione a Di Maio. Ad esempio, la Stampa, Gruppo Espresso, scrive:

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Tra le altre manchevolezze che ci sono state segnalate c’è stato quel titolo nel richiamo di un articolo in prima pagina il 3 ottobre in cui i migranti venivano definiti «clandestini », termine messo al bando dal glossario della deontologia professionale perché presume che abbiano commesso un reato: lo abbiamo spiegato proprio qui nella puntata scorsa in occasione dell’aggiornamento delle linee guida della Carta di Roma per un’informazione corretta sui temi dell’immigrazione e dell’asilo.

Immaginiamo le lamentele dei lettori per il termine ‘clandestino’.

A proposito, i clandestini sono definiti tali perché entrati clandestinamente. Non serve che commettano un reato, per essere tali.

E comunque, a volere essere precisi, un reato l’hanno commesso: quello di clandestinità.

Ha proprio ragione Di Maio. Questi strillano alla ‘censura’, ma sanno benissimo censurarsi da soli. E’ come un eunuco che si lamenta della castrazione chimica.




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