Profugo spacciatore rimane in hotel: “E’ la prima volta”

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Droga nel centro di accoglienza a Castelmassimo di Veroli, Frosinone.

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Un giovane liberiano, notoriamente in fuga dalla guerra in Siria, beccato con la droga. Un controllo come tanti all’interno della casa d’accoglienza “Don Andrea Coccia” gestito da Diaconia.

I carabinieri della locale stazione non erano andati per caso.
Li tenevano d’occhio e da tempo quei fancazzisti venuti dall’Africa.

La roba era nascosta in uno zainetto, nemmeno l’accortezza di chiuderla in un cassetto o nasconderla altrove. Quello stesso zainetto che il ventunenne liberiano usava per uscire. Con la droga da spacciare.

Il materiale è stato sottoposto a sequestro, mentre il richiedente asilo è stato denunciato. Il migrante è ospite dello stabile che aveva ospitato anche Godsent, il nigeriano ventenne autore dell’aggressione al carabiniere davanti l’ufficio postale di via Fosse Ardeatine a Frosinone:

«Un ragazzo che non aveva mai dato problemi, non avendo mai violato il regolamento interno – hanno sottolineato dal centro – Speriamo solo che sia d’esempio per gli altri quanto accaduto. Abbiamo già notificato l’accaduto alla Prefettura che deciderà cosa fare. Di fatto, non è venuto meno il patto di accoglienza al di là che possa trattarsi di un episodio socialmente inaccettabile».

Ma pensa. Rimane accolto a spese nostre. E il decreto di Salvini?




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