I profughi nigeriani uccidono un’altra ragazzina italiana

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E ci sono dei deficienti che manifestano per Mimmo e ad Assisi

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“Era bella, ma ingenua e per questo raggirabile”. Sembrerebbe parlare di Pamerla, invece parla di Alice, studentessa 16enne di Udine, morta di overdose nei bagni della stazione della città. Grazie agli spacciatori nigeriani arrivati sui barconi.

A stroncarla una dose letale di eroina gialla, nuova sostanza stupefacente che negli ultimi mesi sta falcidiando giovani in tutta Italia, soprattutto nel nord-est: 18 dal 2017 secondo gli atti di un’inchiesta della Procura di Venezia.

Lo spaccio è gestito in regime di monopolio dalla mafia nigeriana. Gli spacciatori sono quasi sempre immigrati con la protezione umanitaria: il decreto Salvini, grazie a Mattarella, non prevede la revoca di chi l’ha già ottenuta, ma solo il mancato rinnovo quando scade. Quindi gli spacciatori dei barconi continuano e continueranno ad uccidere.

“Era bella, bella nei suoi 16 anni, l’età in cui tutto sboccia”, dice Mario, assistente tecnico scolastico del liceo artistico dove studiava Alice.

L’eroina gialla è cento volte più pura di quella che si trovava in strada lo scorso anno. L’eroina viene utilizzata insieme ad altre sostanze. In questo caso sarebbe tagliata con un potentissimo analgesico a uso ospedaliero, il Fentanyl, con un’efficacia anche 500 volte superiore alla morfina. I trafficanti nigeriani che, dopo aver tolto la piazza dello spaccio ai tunisini, hanno iniziato a vendere la nuova droga che ha un effetto devastante sull’organismo. E che ha fatto un’altra vittima, una ragazza di appena 16 anni.

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Una cosa è quando hai un migliaio di spacciatori. Ma ora sono centinaia di migliaia. Questo ha fatto crollare i prezzi ampliando la clientela di disperati e fragili. Tutto questo lo dobbiamo a quei criminali del PD, delle Ong, del Vaticano e dei media che hanno favorito gli sbarchi. Tutto questo lo dobbiamo anche a quel trafficante umanitario di Mimmo.

Devono pagare.




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