Nordio: “Su legittima difesa Salvini deve osare di più”

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“La riforma della legittima difesa è ancora troppo timida. Matteo Salvini dovrebbe osare di più”.

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Carlo Nordio, che i magistrati li conosce bene, vuole una riforma a prova di bomba: “Lo Stato non può mettere sotto ogni abitazione un carabiniere – spiega l’ex magistrato in una intervista – ma proprio perché non può farlo, non può neanche punire chi è stato costretto a difendersi perché il carabiniere non c’era”.

Le vittime delle aggressioni sono costrette a “sostituirsi all’inadempienza dello Stato”.

Ma quella di Salvini, seppure meritoria, è una riforma troppo timida.

Il provvedimento presenta, a suo avviso, tre grosse novità: “la presunzione assoluta di proporzionalità della reazione, quando l’aggredito si difende in casa da un’aggressione violenta”, “la valorizzazione dello stato di paura in cui versa chi reagisce a questa aggressione” e “il pagamento delle spese legali per chi, una volta indagato e assolto, ha dovuto subire questo onere finanziario per un’aggressione che lo Stato non ha saputo impedire”.

“Non è possibile mettere sotto ogni abitazione un carabiniere – spiega Nordio – proprio perché (lo Stato, ndr) non può farlo, non può neanche punire chi è stato costretto a difendersi perché il carabiniere non c’era”.

Secondo l’ex magistrato, infatti, “farsi giustizia da soli” significherebbe, infatti, “andare a casa del ladro a riprendersi la refurtiva o a casa dell’assassino della figlia e ucciderlo”. Il che non sarebbe male, e noi de-penalizzeremmo anche questo.

“Qui – puntualizza nell’intervista – si tratta di impedire un’aggressione in atto. È l’attualità del pericolo che distingue la legittima difesa dalla giustizia fai da te”.

“La riforma prevede una corsia prioritaria per questi processi”, spiega l’ex magistrato secondo cui dovrebbe anche andare a “incidere sui termini dell’indagine per restringerli”. Per avere una riforma completa andrebbe, dunque, cambiato tutto il sistema delle scriminanti sulla non punibilità. “Solo così si avrebbe una piena riforma liberale – chiosa Nordio – l’intervento di Salvini è in senso liberale, ma è ancora timido, dovrebbe osare di più. Un codice liberale rovescerebbe il problema, e lo imposterebbe così: entro quali limiti lo Stato può punire chi si difende da un’aggressione che lo Stato non è riuscito a impedire?”.




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