Lanciano: è caccia a 12 romeni che massacrano vittime

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Non solo Alexandru Bogadan Colteanu, i fratelli Costantin Aurel e Ion Cusmin Turlica, il cugino Aurel Ruset, l’autista-Palo George Bogdan Ghiviziu e il fiancheggiatore Gheorghe Traian Jacota.

La “banda delle belve” di Lanciano (Chieti) sarebbe formata da un gruppo ben più numeroso di immigrati. Almeno altri dodici. Tutti romeni.

Tanti sarebbero infatti i romeni su cui indagano gli investigatori del Frentano. Membri di una banda che da un anno terrorizza la zona con rapine violente in tutta la provincia di Chieti.

Spesso veri e propri massacri. Come quello ai danni di Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan, dopo il quale si è riusciti ad arrestare sei membri della banda di romeni.

E’ tempo che Salvini prenda in mano la questione ‘comunitari’.

I Romeni, molti dei quali sono Rom, rappresentano il 14,2 per cento degli immigrati in carcere. Ovvero più del 4,8 per cento dell’intera popolazione carceraria. Visto che il totale della popolazione romena in Italia è circa 1.151.395, ovvero 1,9% della popolazione residente, significa che hanno una propensione a commettere reati che è 3 volte la loro presenza sul territorio. E quasi 10 volte quella degli italiani.

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Non solo, i cittadini romeni sono responsabili dell’8,6% degli arresti e delle denunce per violenza sessuale, significa che stuprano oltre 4 volte più del ‘normale’, ovvero di quanto ci si aspetterebbe rispetto al loro numero sul territorio.

Abbiamo un serio problema con i romeni. Serve una soluzione. Definitiva.




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