Il popolo di Traini: rivolta e proteste dopo la condanna a 12 anni

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Nel giorno della condanna di Luca Traini, 12 anni per avere ferito un gruppo di spacciatori e nigeriani, è scattata la rivolta di quello che i media locali definiscono il ‘suo popolo’, il ‘popolo di Traini’.

Questa rivolta, già manifestatasi con scritte sui muri e invocazioni al suo passaggio, ha preso la forma di migliaia e migliaia di commenti sui social e sui siti dei giornali locali e nazionali.

Ad esempio, il giornale locale di Macerata scrive:

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UNA VALANGA di commenti su Facebook esprimono solidarietà al 29enne e contestano la condanna a 12 anni. Da febbraio a oggi il clima a Macerata non sembra essere cambiato: tira una brutta aria

E come la pensa il popolo del web? Il popolo del web è il popolo di Traini, almeno per la stragrande maggioranza. Basta scorrere i vari commenti – sia sulle cronache locali che su quelle nazionali – per vedere che la maggior parte delle persone è in qualche modo solidale con il 29enne maceratese. E se è vero che il popolo del web rappresenta la pancia del Paese, non si può non avvertire una deriva razzista. Con Macerata a rappresentare un piccolo ma significativo spaccato, almeno da febbraio, quando è diventata palcoscenico nazionale della campagna elettorale per le politiche. E quando anche per strada in tanti commentavano con quel “Ha sbagliato… Però…” e qualcuno arrivava a plaudire il gesto di Traini.




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