Migrante massacra la moglie: “Non sapevo fosse reato in Italia”

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Una storia di percosse e violenze, condita dalla passione per l’alcol e il gioco d’azzardo e culminata con l’arresto di un migrante 44enne dopo l’ennesimo pestaggio ai danni della moglie 26enne. Che però lo difende.

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Il 2 ottobre l’immigrato è comparso davanti al giudice dopo il rinvio a giudizio e la sua giustificazione è il simbolo stesso dell’integrazione: il non sapere che in Italia la propria moglie non si può picchiare.

Perché è una cosa assolutamente normale nel suo paese d’origine: il Nepal.

E lo conferma l’atteggiamento della giovane compagna, che due settimane dopo l’arresto del marito, ospite con il figlioletto di pochi mesi in una struttura protetta a spese dei contribuenti, ha affermato di essersi ferita da sola. Un estremo tentativo di scagionare il marito, che però ha fatto partire una perizia psichiatrica che l’ha giudicata non in grado di testimoniare. Troppo succube dell’uomo, incapace di fornire una versione lucida.

Dopo l’ennesimo pestaggio e sotto la minaccia di un coltello, alle 2.40 la donna è fuggita in strada per salvarsi, dove l’hanno trovata gli agenti delle volanti ferita e tremante in zona San Carlo, con il figlioletto in braccio. Braccato mentre la cercava, il 44enne è finito in manette.

Strabiliante la giustificazione dell’uomo davanti al gup, che in lacrime ha dichiarato di non sapere che in Italia è reato picchiare la moglie. Ha aggiunto che in Nepal tutti i matrimoni sono combinati.




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