Grimaldi a caccia di marittimi extracomunitari per sostituire italiani

Condividi!

A Manila aperta un'inchiesta a carico di due manager italiani che reclutavano illegalmente marinai filippini. Dietro all…

Posted by La Verità on Thursday, October 4, 2018

Tutto nasce da lontano:

Grimaldi e Del Rio: alleanza per sostituire i marittimi italiani con immigrati

Mesi fa, un ex rappresentante dei marittimi, sindacalista, svelava le manovre per imbarcare sulle navi italiane solo extracomunitari. Le sigle, che incassano su ogni uomo imbarcato, manovrano per favorire gli immigrati e alcuni di loro sono stati ‘intercettati’: «Crepino i napoletani».

E non si può non pensare alla denuncia di Onorato, il grande capo di Moby Lines:

60mila marittimi italiani alla fame, sgravi per chi assume immigrati

La sinistra vuole sostituire gli italiani. E facendolo incassano.

VERIFICA LA NOTIZIA

«Crepino i campani così possiamo far lavorare gli extracomunitari». La frase suonava più o meno così e sarebbe stata pronunciata da un importante dirigente sindacale del settore marittimo.

Nel mondo marittimo lavorano sempre più cittadini stranieri e rappresentano ormai la stragrande maggioranza degli equipaggi delle navi che battono bandiera tricolore.

Tendenza che gli esperti fanno iniziare all’alba degli anni 2000 quando una flotta di traghetti genovese, la Gnv, ottenne di poter imbarcare cittadini stranieri per mettere a posto i propri bilanci, visto che i lavoratori extra Unione europea costano circa un quarto degli altri. E Vox ne aveva parlato, denunciando anche le strane connessioni con il PD:

Grimaldi e Del Rio: alleanza per sostituire i marittimi italiani con immigrati

Tutto questo avvenne sotto gli occhi dei sindacati, che comunque hanno ottenuto di incassare dai proprietari delle navi una quota annuale per ogni marinaio imbarcato (dai 190 ai 270 euro) a prescindere dalla loro nazionalità e dall’iscrizione al sindacato. Una marchetta per comprare il silenzio di Cgil, Cisl e Uil. Va ricordato che l’ingaggio di stranieri può avvenire solo dopo che i sindacati hanno firmato una deroga che attesti la mancanza di personale italiano disponibile. Ma sembra che questa certificazione venga concessa dalle associazioni di categoria: dietro pagamento.

Per questo, Beniamino Leone ed è l’ex segretario del settore trasporti della potente Fit Cisl, a dicembre si è dimesso dai ruoli dirigenziali per quello che ha visto in questi anni e che il 21 maggio ha scritto una lettera al Consiglio generale nazionale del suo sindacato, in cui svela i motivi del suo addio: «Sono orgoglioso e onorato di aver potuto rappresentare e difendere per anni il popolo marittimo, la mia gente (Leone è originario della zona di Torre del Greco, come la maggior parte dei marinai italiani, ndr), che ha sempre affrontato questo duro lavoro con professionalità, coraggio e dignità».

«Donne e uomini del mare contro cui qualcuno anni fa, credo sia stato nel 2009, senza vergogna mi disse che sarebbe stato opportuno un intervento del Vesuvio per farli scomparire in modo da poter imbarcare extracomunitari e così magari guadagnarci».

A pronunciare quelle parole sarebbe stato un sindacalista che è finito alla sbarra per appropriazione indebita nel famoso processo ai vertici della Uil in cui venivano contestate crociere e gioielli a spese del sindacato.

«Ma l’eminenza grigia è un altro soggetto», ha raccontato Leone a chi lo ha incontrato in questi giorni. Il suo bersaglio è il capitano R. D., membro italiano nel sindacato internazionale dei trasporti (Itf), che nel 2010 avrebbe fatto sottoscrivere a un complice una lettera di denuncia contro lo stesso Leone. A confessarlo è stato lo stesso autore del j’accuse in una dichiarazione autografa: «Mi fu chiesto in modo coercitivo di firmare una lettera precedentemente scritta ad hoc dal signor R. D. da inviare all’allora segretario generale nazionale (…) con la quale si accusava l’allora segretario nazionale Fit Cisl Beniamino Leone di usare procedure poco democratiche e addirittura intimidatorie nei nostri confronti».

Nella sua missiva l’ex segretario della Fit ricorda di aver denunciato inutilmente «la criticità di certe procedure amministrative e attività politiche definite internazionali».

E così la «sua gente» è costretta, «senza alcun sostegno sindacale», ad affrontare una «crisi occupazionale intollerabile» viste le ingenti risorse che la legge 30 del 1998 ha messo a disposizione degli armatori, che da 20 anni usufruiscono di consistenti sgravi fiscali.

Una normativa che non ha fermato la corsa all’assunzione di stranieri: «Su circa 50.000 marittimi, non più di un quinto sono italiani» ha calcolato Leone.

L’ex segretario, che oggi è tornato a fare il dirigente nella sua vecchia azienda, una delle poche compagnie di navigazione che ritiene in regola, mette all’indice le buste paga dei lavoratori di alcune flotte, in particolare napoletane. «Su traghetti e navi da crociera i dipendenti possono sgobbare anche 16-17 ore al giorno in cambio di stipendi da fame, inferiori ai 1.000 euro». A rendere meno magra la retribuzione mensile dei lupi di mare sarebbero alcune indennità che vengono forfetizzate nel monte stipendio e permettono di rispettare il salario minimo indicato dalla Ilo, un’agenzia dell’Onu.

Ma perché i sindacati accetterebbero questo sistema, che trasforma i marinai «nei nuovi schiavi del terzo millennio» (definizione di Leone), gestiti da società di reclutamento equipaggi che assomigliano tanto al sistema del caporalato? Sembra che la colpa sia come sempre dei soldi.

«Su 25.000 marittimi iscritti alla Cisl, 20.000 sono stranieri e dei 5.000 italiani quelli veri non sono più di 1.000», si è sfogato Leone con una delle nostre fonti.

[…]Nella Cisl sanno bene a che cosa si riferisca Leone che di questo argomento ha già discusso con i suoi vecchi superiori. In passato il sindacalista, carte alla mano, ha individuato l’esistenza di due conti correnti «fantasma» su cui, a suo parere, sarebbero transitati «soldi in nero».

Voi capite quanti interessi vanno a farsi benedire con il governo populista e perché non deve nascere.




Lascia un commento