Riace, al governo c’era una organizzazione di trafficanti

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“Proprio per disattendere queste leggi
balorde vado contro la legge”. Così Do-
menico Lucano, il sindaco di Riace, in
un colloquio intercettato dalla GdF.

Il sindaco arrestato parlava di una
donna cui era stato rifiutato il per-
messo di soggiorno:”Io la carta d’iden-
tità gliela faccio, sono un fuorilegge.
Non mando neanche i vigili, mi assumo
io la responsabilità. La iscriviamo su-
bito”, dice nel colloquio intercettato.
Le carte d’identità “le faccio immedia-
tamente perché sono responsabile del-
l’ufficio anagrafe e stato civile”.

Un vero e proprio delinquente che, come molti magistrati rossi, si crea leggi proprie per portare avanti la sostituzione etnica.

In questi anni lo abbiamo più volte attaccato, quando era idolatrato dai media di distrazione di massa, per noi è ed è sempre stato un nemico del popolo. Uno che sfruttava la sua posizione per portare avanti un progetto di ripopolamento ‘afroislamico’ della sua terra: ora sappiamo che oltre a farlo legalmente (ma solo perché i criminali erano al governo), lo faceva anche illegalmente, organizzando nozze di comodo con disponibili omuncoli locali.

E ora tutto il complesso politico al quale faceva e fa riferimento – dal Pd alla Boldrini – lo difende! In questo modo manifestando la propria complicità con il sindaco trafficante di clandestini.

Arrestato il sindaco di Riace in seguito a operazione della Guardia di Finanza e della Procura di Locri

Posted by Il Quotidiano del Lazio on Monday, October 1, 2018

Quindi abbiamo avuto, per anni, dei criminali al governo. Dei trafficanti di clandestini. Del resto era già evidente: hanno traghettato in Italia quasi 1 milione di clandestini. Li hanno trasformati in ‘profughi’ attraverso la famigerata ‘protezione umanitaria’ ora abolita da Salvini, così da finanziare coop, Vaticano e ‘ndrangheta. Vi sorprende che difendano uno dei loro? Uno che è stato premiato dal giornale dei miliardari – Fortune – come uno dei migliori servitori della Sinarchia?

No. Lucano è l’espressione, forse più squallida, di una bestia dal ventre gonfio, gonfiato in questi anni di business sulla pelle degli italiani. Un altro è il clan Alfano che in Sicilia ha fatto il bello e il cattivo tempo. Un altro ancora il clan Renzi culo e camicia con l’Unicef.

L’accoglienza era diventato il più lucroso business per tutto il sistema dei parassiti italiani. Talmente in simbiosi, con alcuni territori, da diventarne la prima industria: come a Mineo dove ora protestano per il licenziamento di 100 dipendenti assunti per coccolare i clandestini.

La bestia va affamata. Salvini la sta affamando. Non a caso, l’ultimo gesto di Lucano prima degli arresti, è stato lo ‘sciopero della fame contro i tagli’ al suo folle progetto di sostituzione etnica:

Salvini taglia i soldi all’accoglienza, mago di Riace fa lo sciopero della fame

Lo stesso di Delrio prima che crollasse il ponte di Genova.

E’ evidente. Abbiamo avuto un’organizzazione criminale al governo. Il 4 marzo l’abbiamo cacciata dal potere. Ma i suoi tentacoli sono ancora nei gangli dello Stato: la bestia va uccisa.




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