Violenza in centro profughi, un cavillo salva il migrante stupratore

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Il perito nominato dal gip si è dimenticato di notificare l’esecuzione dell’esame al consulente della difesa e pertanto la perizia psichiatrica è stata dichiarata nulla e deve essere rifatta: da capo.

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Così il profugo, 20enne della Sierra Leone, accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate per la brutale aggressione contro un’operatrice della comunità Terra Promessa Oasi 7, potrebbe cavarsela.

Un’aggressione improvvisa la mattina del 20 settembre 2017, a Fontanella:

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Un banale vizio di forma ha fatto tuttavia saltare uno degli elementi più significativi su cui si reggerà il dibattimento in abbreviato, oltre al denaro pubblico che andrà sprecato. Il gup Maria Luisa Mazzola, infatti, accogliendo la richiesta del difensore dell’immigrato, l’avvocato Samantha Vignati, dopo aver dichiarata nulla la perizia, si è visto costretto a conferire l’incarico ad un nuovo perito (lo farà nell’udienza del 16 ottobre).

Il perito del gup, il professor Massimo Biza, aveva concluso per la capacità di intendere e volere del 20enne della Sierra Leone. Ma il suo giudizio non verrà discusso, vista la dichiarata nullità per vizio di forma. Il consulente della difesa, il professor Nicola Poloni di Varese, ha invece evidenziato l’incapacità di intendere e volere e la pericolosità sociale dell’imputato. La vittima della violenza è parte civile con l’avvocato Nadia Leporace dell’associazione no profit Doppia Difesa per il sostegno alle donne che hanno subito violenze e abusi, associazione che vede in prima linea il ministro Giulia Buongiorno e la conduttrice televisiva Michelle Hunziker.

Ricordiamo chi è il prete che gestisce il centro profughi dove si è verificato lo stupro. E’ don Zanotti. Lui:

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A noi pare strano che il perito ‘dimentichi’.




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