Abbiamo speso 400mila euro per famiglia di 6 profughi ghanesi

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Volete aprire un’attività e non avete soldi? La banca non vi concede il mutuo? Attaccatevi, mica siete sbarcati come clandestini dalla Libia!

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In quel caso, ci avrebbe pensato la Caritas con i soldi dell’8 per mille.

Lei è Benedicta, lui Emanuel, sei figli di cui due in Ghana, gli altri a Campobasso dove è nata la più piccola. Grazie alla collaborazione della Caritas del capoluogo molisano, diretta da don Franco D’Onofrio, ieri hanno inaugurato ‘African Gold Coast’, piccolo market dove si possono trovare piatti tipici africani e cosmetici. Sono arrivati in Italia nella primavera 2011, in fuga dalla Libia dove vivevano dopo essersi trasferiti dal Ghana. Giunti separatamente su barconi di fortuna, lei con tre bimbi piccoli e incinta, si sono ricongiunti a Ferrazzano (Campobasso) dove hanno ricevuto una prima accoglienza. Fino a febbraio 2012 hanno vissuto a Civitacampomarano (Campobasso), in una casa messa a disposizione dal Comune, poi l’arrivo a Campobasso dove dal 2017 vivono autonomamente in affitto. “Io lavoro – racconta Benedicta – ma uno stipendio non basta, in una famiglia è meglio se a lavorare si è in due. Il nostro futuro? Vivere qui, in una nostra casa, stare con i bambini che continuano negli studi”.

Quindi, ripercorriamo gli eventi. Questi sono andati in Libia dal Ghana e hanno pagato i trafficanti per farsi traghettare in Italia. Qui, grazie al PD, siccome c’era la guerra in Siria, sono stati mantenuti in 5 per 6 anni in hotel – totale: 385mila euro – e si sono anche riprodotti.

Poi, la Caritas ha finanziato l’apertura di un negozio.

Non vi fa un tantino incazzare? Pensate se 400mila euro il fottuto Stato italiano li avesse dati ad una coppia italiana, se la Caritas i soldi dell’8 per mille li usasse per aiutare gli italiani, come millanta nelle pubblicità, invece di regalarli agli africani per aprire imperdibili negozi etnici.

Ps. Il totale di circa 400mila euro spesi fino al 2017 si ottiene così: 35x5x365x6 . Ed è per difetto, visto che i ‘minori’ o presunti tali costano il doppio ai contribuenti.

Tutto questo non è normale. A questi due ghanesi, invece che aprire il negozio, lo Stato italiano (i contribuenti italiani) dovrebbe chiedere la restituzione di quanto è stato speso per mantenerli. Dovrebbe essere fatto con tutti i ‘profughi’ che lavorano: restituire i soldi a rate pignorando lo stipendio o i guadagni. Che ne pensi, Salvini?




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