Sfrattata per fare posto tenta suicidio: “Chi ha più diritto di me?”

Condividi!

“Ho pensato ‘o muoio o mi lasciano casa’. Ma alla fine non è servito, mi hanno sbattuto fuori”. Inizia così il racconto di Annamaria Di Pisa, 68 anni, 7 dei quali trascorsi in quell’alloggio popolare di viale della Venezia Giulia, a Villa Gordiani, che ha condiviso per diverso tempo con la suocera malata. Fino al giorno dello sfratto.

“Sono andata a vivere con mia suocera per assisterla, da sola non ce la faceva, ed io ero ormai separata da mio marito da più di 10 anni, è un alcolista – racconta Annamaria a Roma Today -. Quando è venuta a mancare ho provato subito a mettere la residenza e a regolarizzare la mia posizione, ma me lo hanno impedito. E io non sapevo dove andare visto che allora non avevo nemmeno la pensione”.

Incontriamo Annamaria durante il corteo organizzato da Asia Usb contro gli sfratti, all’indomani di quanto accaduto a Villa Gordiani. Una piccola mobilitazione che apre di fatto il periodo di forti proteste e contestazioni per il diritto all’abitare che si terranno a Roma nelle prossime settimane: il 2 ottobre sotto il ministero alle Infrastrutture, il 10 ottobre la manifestizione nazionale.

“Prendo 420 euro di pensione al mese – continua Di Pisa -, se non ho diritto io ad una casa popolare chi ce l’ha?”.

I migranti. E’ per fare posto a loro, che dominano le graduatorie di Roma, che Raggi sta ‘facendo posto’.




Lascia un commento