Iuventa, il film dell’Ong che ha traghettato in Italia 14mila clandestini

Condividi!

Il regista italiano Michele Cinque è stato a bordo della nave dell’ong tedesca Jugend Rettet, sotto sequestro da agosto 2017, durante la prima missione. Il suo documentario “Iuventa” è nei cinema dal 25 settembre: non andate a vederlo.

Dieci studenti tedeschi, una nave, il sogno di traghettare clandestini in Italia. Così inizia l’incubo italiano della Iuventa, che ha traghettato sulle nostre coste oltre 14mila fancazzisti e che per questo, da oltre un anno, è sotto sequestro per un’indagine della procura di Trapani.

Iuventa”, il documentario diretto da Michele Cinque racconta la vicenda della nave utilizzata dall’ong tedesca Jugend Rettet per traghettare i clandestini in Italia.

Era l’estate del 2016 quando il regista si è imbarcato sulla nave e vi è rimasto per 18 giorni, durante la prima missione in mare del vecchio peschereccio riadattato a imbarcazione da vicescafismo.

Dal 2 agosto 2017 la nave Iuventa è posta sotto sequestro dalla procura di Trapani, nell’ambito di un’indagine per “condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Da allora è rimasta sotto il controllo delle autorità italiane.

Ventidue persone – dieci membri dell’equipaggio della Iuventa e gli altri appartenenti ad altre ong, tutte più o meno legate a Soros – sono state iscritte nel registro degli indagati.

Tra loro anche Kathrin Schmidt e Sascha Girke, Capo Missione e Coordinatore di Campo della Iuventa.

Il docufilm “Iuventa” nasce dall’urgenza quasi erotica di Michele Cinque di raccontare la bizzarra idea di una decina di studenti tedeschi che, dopo la cancellazione della famigerata missione Mare Nostrum, decidono di attivarsi in prima persona per traghettare clandestini in Italia.

L’ong Jugend Rettet, fondata nel 2015 dal diciannovenne Jakob Schoen e da alcuni suoi coetanei di Berlino, riesce a realizzare il suo progetto l’anno successivo, grazie ai soldi raccolti, dicono loro, con un crowdfunding: in realtà, nessuno sa i nomi dei finanziatori. Né di questa, né delle altre ong: e non è difficile immaginare che dietro ci siano ben più di una decina di giovanotti figli di Merkel.

Michele Cinque accompagna gli attivisti a bordo della nave nella prima missione, durante la quale vengono traghettati 2mila clandestini: complessivamente, in due anni la Iuventa ha portato in Italia oltre 14mila clandestini.

Il documentario segue le riunioni dei ragazzi, durante le quali vengono discussi vari punti, dall’organizzazione economica al rischio che la presenza delle navi delle ong nel Mediterraneo spinga i trafficanti a far imbarcare più persone, diventando uno dei cosiddetti “fattori di spinta” (pull factors).

Questa ipotesi, sulla quale si interrogano anche i membri della Jugend Rettet, è confermata da quanto accaduto dopo la chiusura dei porti italiani e la scomparsa delle ong dal Mediterraneo centrale: crollo degli sbarchi, diminuzione dei morti.

“Iuventa” è un documentario particolare, perché per la sua realizzazione avete pagato anche voi: è infatti stato prodotto da Lazy Film con Rai Cinema.

A questi 10 figli di Merkel dovremmo chiedere il rimborso per l’accoglienza dei 14mila fancazzisti che ci hanno scaricato. Le fregole umanitariste di questi 10 cuckold tedeschi ci sono costate 300 milioni di euro: soldi vostri. Come vostri sono i soldi usati per produrre il film.

Un altro motivo per il quale non vogliono Marcello Foa alla Rai.




Lascia un commento