Torino, così La Stampa sdogana la poligamia e le ammucchiate

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L’accettazione della poligamia è uno dei terreni sul quale la lobby gay può incontrarsi con l’islam: in nome di quello che viene definito ‘poliamore’.

A Torino si apre la finestra di Overton sulla nuova concezione della famiglia.

Posted by Forza Nuova Modena on Monday, September 24, 2018

Un’unione di battaglie per andare oltre l’idea della famiglia tradizionale e abbattere il pregiudizio. Per presentare il nuovo libro di un team di giuristi torinesi dedicato al poliamore, «Più cuori e una capanna». Il poliamore come istituzione, sarà infatti Angelo Pezzana, fondatore del Fuori!, il primo movimento politico omosessuale in Italia, già nel 1971. Lo farà il 3 ottobre al Circolo dei Lettori, alla presenza degli autori e di una fetta di cittadini che non vivono più nella classica realtà della famiglia mononucleare, della coppia sposata con figli. Ma che vivono le situazioni più diverse: da quelle più pop, come l’idea di una poliaffettività che include l’amore verso diverse persone, a quelle più legate al bisogno personale, come le realtà famigliari di mutuo aiuto.

I bisogni
«Bisogna capire quale tipologia di rapporto implicano queste relazioni, che bisogni hanno e quali diritti sono già acquisiti. E poi capire per cosa occorre lottare – spiega Antonio Vercellone, dottorando in Diritto Civile alla Bocconi e tra gli autori del testo -. Il diritto è arroccato su un sistema famigliare vecchio, che nella realtà esiste molto poco. Ma invece può aggiornarsi e aggiornare anche le tutele verso chi vive diversamente. Capire i bisogni della società è una necessità e al momento il nostro vecchio Codice non lo fa troppo bene». Insomma, gli aspetti pratici come l’eredità in caso di morte e cosa fare se il partner di una famiglia “allargata” è malato, sono ancora fuori dal diritto tradizionale.

L’alleanza delle lotte

È d’accordo anche Francesca Puopolo, presidente di Arcigay Torino: «Preoccuparsi delle nuove relazioni è fondamento della nostra lotta. Al di là del riconoscimento dei diritti in sé, c’è tutto il tema del rivendicare, del poter dire liberamente di appartenere al mondo Lgbtqai+ – spiega -. Questa discussione sul poliamore è fondamentale per far capire a chi non conosce questa realtà affettiva cosa sia, per dire cosa significa poliamore, che non è equivalente alla poligamia». Farlo con un testo firmato da tanti accademici è un’occasione unica: «C’è una ricerca molto seria dietro al libro e questo non fa che aiutare a diffondere l’informazione su questo tema».

Una battaglia che vale per tutti, dunque, non solo in nome dell’amore libero ma che ha l’intento di fotografare la realtà esistente: «Quella in cui un individuo si trova, non che sceglie. Ricordiamolo, l’identità sessuale non è una scelta» aggiunge Puopolo. Il testo sarà presentato anche alla Casa Arcobaleno di Torino il 29 novembre.

Un tempo i pervertiti erano definiti come tali. Oggi si nascondono dietro sigle bizzarre come ‘poliamore’. L’intento della cabala è quello di destrutturare la società – che è naturale o non è – per indebolirla e poi dominarla.

L’intellettuale moderno è un fricchettone da centro sociale, un pervertito che ammanta di parolone accademiche quello che un tempo veniva definito in modo più prosaico: ammucchiata.




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