L’uomo che vuole liberare Parigi dalla lobby gay

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«Lgbt fuori dalla Francia». La scritta era apparsa lo scorso giugno alla vigilia del gay pride di Parigi.

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Il 78enne Marcel Campion è sotto attacco per aver attaccato uno dei simboli della lobby gay parigina, Bruno Julliard, vice sindaco di Parigi (che per altre ragioni si è dimesso settimana scorsa in disaccordo con la sindaca Anne Hidalgo).

«Non ho niente contro gli omosessuali, di solito dico froci – à la Feltri -, ma mi è stato detto che non dovremmo più dirlo, non ho nulla contro di loro, tranne che sono un po’ perversi, specie quelli che sono al municipio».

Le parole di Campion, invitato domenica sera a chiarire in tv su Lci, risalgono al 27 gennaio, quando il «re del quartiere fieristico», patron della ruota panoramica di Place de la Concorde dismessa dall’attuale amministrazione, presentava il movimento «Parigi Liberata» in vista delle municipali 2020.

Liberare la capitale e la Francia dalla lobby gay. E dal 37enne vicesindaco accusato d’aver fatto carriera a novanta gradi: e non in senso figurato.
E dal suo ruolo avere privilegiato le associazioni Lgbt rispetto ad altre con l’iniezione di personale militante negli uffici del Comune: «L’intera città ora è governata da omosessuali», attacca Campion,

Una carriera, quella di Julliard, che ha visto l’ascesa della Parigi arcobaleno, sia in seno all’amministrazione cittadina, sia nella gestione di piazze ed eventi, denuncia il «re dei giostrai»; come i Gay Games, i mondiali della diversità organizzati ad agosto nella capitale. «Parole prese fuori contesto», si difende in tv. Presto dovrà farlo anche in tribunale, visto che ieri è stato denunciato dal diretto interessato e Sos homophobie. La labby gay ha il suo campo da gioco preferito nei tribunali. Anche quelli governati da loro.

In suo soccorso, una serie di tweets del deputato 35enne della République En Marche Joachim Son-Forget: «Non c’entra nulla l’omofobia, smettetela con questo linciaggio mediatico, ha detto anche cose giuste nel suo discorso».

Ma tranquilli, Parigi sarà liberata dalla lobby gay. A farlo sarà la prossima maggioranza islamica. In volo.




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