‘DECRETO PAMELA’ è legge: ok unanime da Governo

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Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il ‘decreto Pamela’ che ha unificato i precedenti testi su sicurezza e immigrati.

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Si tratta, per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di “un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura”. Il decreto, per il vicepremier, consentirà di “combattere con più forza mafiosi e scafisti, ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, espellere più velocemente delinquenti e finti profughi”.

Ricordiamo che, essendo un decreto, è immediatamente legge. Manca solo la firma di Mattarella, ma è, a meno di suicidio politico del presidente abusivo, una formalità.

Prevede anche una piccola grande riforma della legge sulla Cittadinanza italiana, fortemente voluta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

I nuovi paletti posti dal ministro dell’Interno nel decreto – che quindi diventa legge appena firmato dal presidente della Repubblica – per poi essere convertito in legge dal Parlamento, taglierà di molto il numero dei possibili “nuovi italiani”: ricordiamo che ogni anno, 200mila non italiani lo diventano sulla carta, è una sostituzione etnica che rischia di sommergerci come popolo.

Il decreto legge renderà molto più difficile ottenete la cittadinanza italiana.

I tempi burocratici (sommati a quelli per averne diritto) per ottenere la cittadinanza italiana, sia per matrimonio che per residenza, si allungheranno da 2 a 4 anni. Un modo per diluire nel tempo la sostituzione etnica. Un inizio.

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E ancora, il richiedente dovrà dimostrare di avere un reddito pari a quello previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, si dovranno ottemperare regolarmente gli obblighi fiscali e infine i richiedenti non dovranno avere, come si legge nel testo della bozza “a carico proprio o dei familiari conviventi, provvedimenti dell’autorità di pubblica sicurezza, giudiziari o di condanna, anche non definitiva, nonché concreti elementi di pericolosità sociale o di non irreprensibilità della condotta”.

Non è il ritorno allo ius sanguinis, e non poteva essere in questo decreto. Ma si va comunque verso una versione più restrittiva della legge sulla Cittadinanza: dopo anni in cui abbiamo respinto l’attacco dello ius soli, ora siamo noi all’attacco. Il pendolo ha cambiato direzione.

Un altro punto interessante è l’abrogazione dell’obbligo per i Comuni che ospitano richiedenti asilo, dell’iscrizione all’anagrafe dei ‘profughi’ con relativo rilascio di carta di identità: insomma, niente residenza come avveniva fino ad ora con le circolari Alfano/Minniti.




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