Sindaco PD ristruttura case sfitte per darle ai migranti

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In combutta con il governatore Pd Emiliano

Ha rivendicato con forza la marchetta agli immigrati del comune di Carpino, e lo ha fatto dal palco foggiano della Festa provinciale dell’Unità del Partito Democratico, il suo. Pubblicizzando con orgoglio il progetto in dirittura d’arrivo nel piccolo comune garganico.

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Stiamo parlando del sindaco, Rocco Di Brina, già al centro di una polemica da neoeletto lo scorso anno, quando nel piccolo centro di 5mila anime volle aderire allo SPRAR per fare arrivare i soliti africani in fuga dalla guerra in Siria. Insomma, stiamo parlando di un ‘genio’.

Che anche stavolta non si smentisce: “Noi daremo case a chi lavora i nostri campi, abbiamo fatto un censimento degli immobili sfitti. Verranno destinati all’ospitalità dei migranti” ha urlato dal palco tutto eccitato.

La progettualità risale al 2017 ma la deliberazione di giunta regionale è recente, datata 19 giugno 2018 e titola “Misure straordinarie in tema di emergenza umanitaria. Comune di Carpino”. Con questo atto il governo regionale ha finanziato, al costo di 5mila euro (coperti dal fondo immigrazione previsto dal Governo), il censimento in paese di tutti gli immobili privati sfitti, che l’amministrazione comunale acquisirà in comodato d’uso (o altra forma) per destinarli ai lavoratori stranieri, facendosi carico dei servizi primari.

Insomma, i lavoratori stranieri sono una emergenza umanitaria perché lavorano, ma non possono pagare l’affitto: e allora glielo pagano i contribuenti italiani. Così chi li assume può continuare a pagarli una miseria e a non assumere italiani che dovrebbe pagare in modo decente: questo è il Pd, signori.

“La ricognizione è a buon punto, abbiamo censito una trentina di immobili sfitti” comunica il primo cittadino, “anche se solo di un 30% siamo riusciti a risalire ai proprietari, per il resto abbiamo deciso di acquisirli al patrimonio comunale”. Ovvero li ha di fatto espropriati per darli ai suoi immigrati. Una marchetta a loro e a chi li sfrutta.

Bisognerebbe indagare i rapporti tra il Pd e i latifondisti.

La convenzione con la Regione che sarà firmata nelle prossime settimane – e il relativo finanziamento, da definire sulla base di una stima il cui calcolo è in corso- servirà a ristrutturarli un po’ tutti, dato che sarebbero in condizioni degradate. Il cofinanziamento che inietterà il Comune di Carpino sarà tratto proprio da questo capitolo, dove giacciono accantonati già 180mila euro.

Sono talmente utili, gli immigrati, che non generano abbastanza reddito da pagarsi un affitto. Sono quelli che secondo il PD dovrebbero pagarvi le pensioni.




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