Onu contro ‘decreto Pamela’: “Non deve essere approvato”

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L’Unhcr, braccio armato dell’Onu nel campo dell’immigrazione, al lavoro da decenni per la sostituzione etnica dei popoli europei con quelli afroislamici, si scaglia contro il ‘decreto Pamela’.

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Il decreto sicurezza-immigrazione voluto da Salvini abroga i “permessi di soggiorno per motivi umanitari” limitandone la concessione a tre soli casi: “condizioni di salute di eccezionale gravità”, “situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine”, premio per “il cittadino straniero che abbia compiuto atti di particolare valore civile”. Insomma, casi rarissimi, come normale che sia, non un modo di foraggiare le coop del Pd.

Del resto la ‘protezione umanitaria’ esiste solo in Italia. Il decreto abbatte anche al minimo il business dell’accoglienza, prevedendo una forte limitazione
del famigerato Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati costituito dalla rete degli enti locali, che negli anni è diventata una mangiatoia che rifornisce a spese degli italiani le varie onlus e mantiene a gozzovigliare per anni i sedicenti profughi. Eclatante il caso di Riace, ripopolato coi soldi degli italiani che pagano lo stipendio agli africani perché vivano a ‘casa’ del sindaco Lucano.

L’Onu non ci sta e minaccia il Viminale: “L’ Italia deve rispettare i suoi obblighi e principi, in primo luogo il principio di non respingimento”.

L’Italia ha obblighi solo rispetto ai propri cittadini.

Ma loro non ci stanno: “La protezione umanitaria – proclama l’Unhcr – consente di agire in modo umano e solidale nei riguardi di persone che hanno dovuto sopportare violenze e abusi nei Paesi di transito, come accade per esempio in Libia, dove avvengono stupri e torture”.

Bufala. Ma anche se li torturassero: nessuno ha invitato i nigeriani in Libia. Ci sono andati, a pagamento, per venire in Italia a spacciare. Li torturano? Cazzi loro.

In sintesi, l’Onu dice di essere fortemente preoccupato da qualsiasi “tentativo” di “limitare il diritto delle persone di accedere alla procedura di asilo, soprattutto il diritto di accedere a una procedura equa”. Ed ecco che allora l’Onu sferza l’ultimo colpo buonista. Se venisse riconosciuto il diritto di rimpatriare chi non ha diritto all’asilo, i richiedenti – secondo l’Onu – si troverebbero davanti a un’unica scelta: “Entrare in modo irregolare”. Chiaro no? Se passa il decreto Salvini dovremmo giustificare l’immigrazione (clandestina) e selvaggia?

Per l’Onu sì, perché questo decreto andrebbe a penalizzare “le persone molto vulnerabili, che emigrano per motivi economici ma, non avendo una strada legale, finiscono per essere vittime di stupri e torture da parte dei trafficanti”.

L’Onu è un’organizzazione di parassiti che lavora per la destrutturazione etnica dell’Europa. E noi la finanziamo con 200milioni di euro l’anno.




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