Salvini avanti, “Decreto Pamela” sarò approvato intatto

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«Tranquilli, tutti hanno tutto, tranquilli…», Salvini snobba le resistenze del Quirinale sul ‘decreto Pamela’. Ma sono più rilievi tecnici che opposizioni politiche, come invece pareva nella serata di ieri.

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«Io ho preso il caffè d’inizio giornata insieme con il premier Conte, proprio parlando di alcuni rilievi mossi dal Quirinale. Al più — spiega un leghista —, durante le interlocuzioni che ci sono state, qualche osservazione è venuta sui criteri di necessità e urgenza che rendono possibile il decreto al posto del disegno di legge. Del resto, non è un fatto particolarmente nuovo: la stessa osservazione era stata fatta anche al decreto Minniti».

Ma le osservazioni sarebbero state tenute così da conto, spiegano i collaboratori di Matteo Salvini, che «il Consiglio dei ministri per l’approvazione del decreto era stato inizialmente fissato per giovedì scorso. E invece, proprio per mettere a punto il testo fino in fondo, è stato spostato a lunedì prossimo», dopodomani.

Da due decreti a uno solo. Salvini spiega che «li abbiamo unificati semplicemente per far loro fare un viaggio più agile nelle commissioni. Del resto, il Parlamento sta per affrontare la legge di Bilancio, lo scopo è quello di evitarci la duplicazione di tutti i passaggi. In modo da poter far partire tutti i provvedimenti con la massima rapidità».

L’opposizione politica viene dalla minoranza del Movimento 5 Stelle, l’area delle zecche rosse che fa capo a Roberto Fico non gradisce alcune delle nuove norme sull’immigrazione. In particolare, il gito di vite nettissimo sulla protezione umanitaria (rimarrà solo per questioni di salute, calamità nei Paesi di provenienza e meriti civili).

Ma anche qui, i leghisti procedono dritti. Facendo notare che, «proprio per venire incontro ad alcuni dubbi espressi dai 5 Stelle, in gestazione del decreto una modifica c’è stata». E cioè, «tra i reati che possono far revocare il permesso di un rifugiato, nella stesura iniziale si parlava di resistenza a pubblico ufficiale. Ora si parla di violenza verso pubblico ufficiale. Come dire: se uno si limita a sedersi per terra, non incorre nel nuovo decreto». Peccato.

E così Salvini è sicuro: «Abbiamo fatto tutti i passaggi, politici e formali. Lunedì, il decreto andrà fieramente in Consiglio dei ministri dopo mesi e mesi di lavoro».

Il “decreto Pamela” è ottimo. Un ottimo inizio. L’inizio di una svolta rispetto alle politiche passate su cui costruire una nuova idea di lotta all’immigrazione. Per non scomparire come popolo.

E la Lega avvisa: «Quel decreto è la summa theologiae, l’incarnazione stessa del lavoro di Matteo in tutti questi mesi. Nessuno deve pensare di poter tirare troppo la corda su questo argomento». Altrimenti elezioni. E l’incoronazione di Salvini.




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