Germania caccia poveri italiani, noi ospitiamo 200mila clandestini in hotel

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«Lei per la mancanza di mezzi di sussistenza perde il diritto alla libertà di circolazione ed è a rischio di abschiebung»: espulsione.

Nella Germania di Angela Merkel, paladina in Europa dell’accoglienza e dell’integrazione, girano circolari di ben altro tono.

Nelle lettere ufficiali recapitate nelle scorse settimane si ricorda che i cittadini comunitari «hanno libertà di soggiorno nel territorio federale se dispongono di a protezione sanitaria e di mezzi di sussistenza sufficienti». I destinatari, essendone sfortunatamente privi, sono pregati di trovarsi in fretta un lavoro, oppure fare le valigie e tornare in Italia. Entro quindici giorni.

Un ampio servizio di Cosmo, la trasmissione in italiano di Radio Colonia, pochi giorni fa ha dato conto dell’inquietudine che serpeggia all’interno della comunità tricolore.

Esiste, e i commenti sul sito di Cosmo ne danno ampiamente conto, anche l’altra faccia del problema: l’abuso che del sistema assistenziale tedesco verrebbe fatto da numerosi nostri connazionali, e che viene severamente criticato da altri italiani: «Finalmente tutti a casa, c’è gente che lavora in nero e prende aiuti dallo Stato». Ma l’iniziativa – assunta dai Centri per l’impiego e dagli Uffici stranieri in diversi lander, ma verosimilmente ben conosciuta anche dal governo federale – non si limita a annunciare il diniego dei sussidi ma parla esplicitamente di espulsione coatta, in barba al principio di libera circolazione dei cittadini europei. Ed è questo a suscitare l’incredulità e le proteste di chi ha ricevuto la lettera.

La radio ha raccolto testimonianze di giovani italiane che hanno ricevuto l’ultimatum nonostante avessero appena partorito o fossero in stato di avanzata gravidanza: «Mi hanno comunicato che avevo quindici giorni di tempo, visto che non potevo provvedere a me stessa, per trovare un lavoro: altrimenti mi avrebbero rimpatriato e mi avrebbero pure pagato il viaggio a me e alle bambine se non potevo permettermelo».

«La cosa grave è che il caso non viene analizzato singolarmente, tutti ricevono queste lettere e non c’è scampo» dichiara alla radio Luciana Martena, responsabile di un patronato di Dusseldorf.

La legge del 2017 ha alzato da tre mesi a cinque anni la permanenza in Germania per accedere ai sussidi, ma che questo potrebbe tradursi in espulsioni di massa non se lo aspettava nessuno. E poi, scrive l’italiano Ennio commentando il servizio, «gli arabi mantenuti dallo Stato che fanno figli per avere il kindergeld non li cacciano?»

Il problema non è la Merkel che espelle gli italiani poveri, il problema siamo noi che ospitiamo 200mila fancazzisti in hotel mentre ci sono italiani poveri che cercano lavoro in Germania. E’ delirante.

Se applicassimo in Italia la politica ‘prima gli italiani’, non ci sare italiani che




2 pensieri su “Germania caccia poveri italiani, noi ospitiamo 200mila clandestini in hotel”

  1. Degli abusi da parte delle autorita’ tedesche si devono occupare i patronati….con avvocati come fanno gli stranieri da noi in Italia che benche’ stupr….delinq…ecc restano perche hanno figli ecc
    E di pochi giorni fa la notizia di quella tedesca che butto x le scale 2 figli …avuti d’ un africano in prigione anche lui in Germania….allora anche questa la facesse in Germania la prigionia….!

  2. La Germania predica male (specie verso l’Italia salviniana) e razzola bene (verso i propri interessi). L’immigrato, di qualunque nazionalità, non in grado di intendere/farsi intendere nell’idioma del paese che lo ospita e/o che continua a campare indefinitamente di assistenzialismo a spalle della collettività dopo che sia scaduto un prestabilito periodo consentogli per sistemarsi, deve essere rispedito fuori dai cogxxxni
    Possibilmente con le buone.
    E, se non vuol capire, con le cattive.

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