Firenze, 15 hotel serviranno carne di animali sgozzati per soddisfare islamici

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Far fronte a uomini che si presentano con due o più mogli e figli al seguito con l’interrogativo dello smistamento camere, far sparire l’alcol dal frigo e servire cibi che non si scontrino con l’Islam.

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E’ la sfida che almeno quindici alberghi extra lusso fiorentini hanno accettato per cercare di soddisfare le esigenze del cliente islamico.

Un mercato interessante per gli alberghi fiorentini che hanno deciso di sposare il progetto “muslim friendly” , un piano di adeguamento dell’offerta al turismo arabo.

Non si sa cosa accadrà, quando in un hotel ‘muslim friendly’ si presenterà una coppia gay: verrà lanciata dall’ultimo piano? Ma siamo sicuri che l’Arcigay istruirà i propri iscritti a non turbare le vacanze dei musulmani.

«Ci stiamo lavorando da un anno – spiega Francesco Bechi, presidente Federalberghi Confcommercio Firenze -, abbiamo avuto incontri con la Regione Toscana e con l’Imam di Firenze per capire come attrezzare le nostre strutture. Al momento hanno aderito 15 hotel a 4 e 5 stelle ma siamo sicuri che diventeranno molti di più». Diventeranno molti di più.

E allora camere con tappetino per la preghiera, frecce per l’indicazione della Mecca, cibo halal. Cosa significa cibo halal? Animali sgozzati vivi e morti per lento dissanguamento goccia a goccia e solo da uomini musulmani. In questo caso gli animalisti toscani non protestano. Né le associazioni femministe.

«Stiamo cercando di formare le strutture ricettive ad accogliere la clientela musulmana, altre città nel mondo sono già all’avanguardia. Penso che l’ospitalità passi anche dall’integrazione» dice Bechi.

Quindi cosa, cameriere velate per non turbare lo sceicco? Vi state vendendo il culo.

Al momento ci sono già quattro alberghi extra lusso a Firenze che stanno aprendo la strada offrendo percorsi alimentari halal, e quindi conformi alle regole islamiche di liceità che si estendono dai settori dell’agro-alimentare, a quello cosmetico. Per esempio Mohammed della Macelleria halal di via de’ Neri, aperta nel 2002, oggi rifornisce alcune delle insegne più illustri della città. «Per essere halal, la carne – racconta – non deve essere di un animale morto per cause naturali, per soffocamento o cacciato. Naturalmente sono vietati alcol e prodotti del maiale. Negli ultimi anni sto lavorando molto con il mondo della ricezione».

Quindi si discriminano i macellai italiani o comunque non musulmani. Pensate se gli italiani pretendessero carne solo da macelli italiani: razzismo!

Intanto:

LA PALESTRA A MISURA DI VELO – E’ stata aperta in città in via Domenico Moreni una palestra dedicata alle donne di fede musulmana. Come si legge sul sito internet dell’associazione sportiva Izumo Firenze, il martedì e il giovedì dalle 10 alle 11 e dalle 15 alle 16 la struttura è aperta a musulmane per esercizi di dimagrimento, cardio e aerobica. Un’iniziativa che è partita due anni fa con 30 iscritte per permettere anche alle islamiche che portano il velo di tenersi in forma e di mettersi liberamente in tuta e senza copricapo, al riparo da sguardi maschili.

Questo anno, spiegano dall’associazione, non è ancora cominciato il corso: la data di inizio dipenderà dalle adesioni. “Si tratta di un’iniziativa positiva che darà a tutte coloro che hanno scelto di portare il velo la possibilità di allenarsi e fare sport. La nostra religione ci invita a prenderci cura del corpo quindi sarebbe molto importante per noi ma anche per le non musulmane: ho tante amiche italiane che frequenterebbero volentieri corsi aperti solo a donne” spiega Safaa Mataich impegnata con l’associazione interculturale Nosotras.

Un’esigenza quella di tenersi in forma dimostrata anche dalla diffusione della speciale hijab sportivo pensato per le atlete con il velo. In realtà, una prima sperimentazione era partita sette anni fa alla Scarlini di Sesto Fiorentino dove l’amministrazione comunale, in collaborazione con l’associazione Donne Arabe e col supporto dell’associazionismo sestese, ha promosso per due volte a settimana lezioni riservate esclusivamente alle donne, sia straniere che italiane. Un modo per permettere alle donne musulmane di svolgere le attività rispettando le proprie tradizioni.

Dove sono quelli che protestano contro le discriminazioni? Dove sono gli animalisti? Dormono, i marchettari.




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