Le 3.171 scuole italiane che non sono più italiane

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Nel 2010 il Miur ha stabilito il limite massimo di studenti non italiani in aula, ma la soglia viene spesso violata. Situazione più critica al Nord: in Lombardia ed Emilia l’11% delle classi supera la quota.

In 3.171 scuole gli stranieri sono più del 30%: un’invasione.

E non solo affollano le aule, creando vere e proprie classi pollaio, abbattono anche il rendimento dei nostri ragazzi. L’esperto: «Con troppi immigrati cala il rendimento di tutti».

Nel 2010 il Miur ha stabilito il limite massimo di studenti non italiani in aula, ma la soglia viene spesso violata….

Posted by La Verità on Sunday, September 16, 2018

Nei paesi dell’area Ocse, tra il 2003 e il 2015 il numero degli studenti di 15 anni di origine immigrata è cresciuto in media di 6 punti percentuali.

Nel 2015 uno studente su 4 che vive negli stati dell’Ocse risulta essere nato all’estero o ha un genitore o entrambi i genitori nati all’estero.

È quanto sottolinea il Rapporto Ocse-Pisa reso noto lunedì 19 marzo. I flussi migratori stanno cambiando profondamente la composizione delle classi scolastiche: anticipando la sostituzione etnica in corso in tutte le società europee. Una sostituzione alla quale dobbiamo reagire e non subire. Combattere, con ogni mezzo.

Anche perché la diversificazione etnica è male: crescono infatti, dice il rapporto, le differenze culturali, sociali e linguistiche.

Minando così il bene più grande di una società: la coesione.

In Italia “il numero degli studenti non italiani è leggermente inferiore alla media – spiega Francesca Borgonovi, l’analista che ha curato l’indagine – però l’incremento verificatosi tra il 2003 e il 2015 è stato di 10 punti percentuali e non di 6. Questo perché l’Italia è stata interessata da flussi migratori importanti più recentemente rispetto agli altri paesi”. Una devastazione più recente.

OCSE: “Immigrati dannosi in Italia, loro figli incapaci a scuola”

Gli studenti con un background di immigrazione (in Italia sono il 17%) tendono a essere meno bravi a scuola rispetto ai nativi. Questo è particolarmente vero per gli studenti nati all’estero da genitori stranieri.

“Il 69% degli studenti nativi italiani raggiunge i risultati di base richiesti dall’Ocse nella lettura, nella matematica e nelle scienze, mentre soltanto il 51% degli studenti immigrati di prima generazione li raggiunge”.

“Il gap è ancora più marcato se si fa riferimento agli studenti arrivati nel nostro paese dopo i 12 anni di età, quindi con uno svantaggio linguistico rilevante: tra loro solo il 36% ottiene i risultati”.

Troppi immigrati a scuola, servono più docenti: pagate voi

“Nelle classi multietniche è importante che l’insegnante capisca il background di ogni studente – fa notare Borgonovi-. Bisognerebbe investire nella formazione dei docenti: in molti, infatti, non si sentono pronti, e chiedono di poter seguire training e corsi specifici per imparare sia un approccio pedagogico più personalizzato, sia un metodo per catturare e mantenere l’attenzione dei propri studenti”.

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Quindi dovremmo spendere soldi per i figli degli immigrati. Meglio non farli entrare ed utilizzare questi soldi per i nostri figli. O no?




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