Criminale straniero non può essere espulso perché “malato”

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È considerato dalla questura un «pericolo per l’ordine pubblico», al punto da spingere la prefettura reggiana a emanare un ordine di espulsione.

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Ma il 35enne ladro seriale georgiano Tengiz Gabarashvili, in Italia dal 2016 già noto alle forze dell’ordine per una serie di furti, non può essere allontanato dal territorio nazionale a causa della sua malattia.

Non solo è venuto qui a rubare. Dobbiamo anche curarlo. Perché c’è scritto nella Costituzione, secondo il giudice di Pace. Che però parla di cittadini, non di ladri extracomunitari che potrebbero essere curati a casa loro.

Ma la sentenza del giudice di pace reggiano, tal Silvia Tanzi, ha accolto il ricorso del difensore del 35enne, tal Ernesto D’Andrea.

È stato un rappresentante dell’Ausl, chiamato come testimone, a confermare in aula che in caso di espulsione, nonostante in Georgia la sanità sia di buon livello, Gabarashvili si sarebbe potuto
ammalare in modo potenzialmente mortale. Poverino, se muore poi chi ruba al posto suo?

Una sentenza della famigerata Corte Costituzionale, ultima ridotta istituzionale della ex sinistra, che sancisce come anche gli stranieri irregolari hanno diritto a curarsi in Italia qualora un loro allontanamento ne precluda la salute, ha fatto da pezzo d’appoggio alla delirante sentenza.

Se davvero la Costituzione dice questo, la si campi, perché non è al passo coi tempi. Se non lo dice, ma come crediamo è solo una bizzarra interpretazione dei giudici, si tolga loro il potere di interpretare la legge.




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