Tubercolosi all’hotel dei profughi «Ora rischio quarantena»

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L’hotel Ginia, quello che ospitava il ‘profugo’ africano infetto da Tubercolosi in fuga, verso la «quarantena».

E’ un’ipotesi invocata dal sindaco di Sondrigo Giuliano Stivan, dopo la scoperta che un giovane richiedente asilo affetto da tubercolosi ha vissuto fino a pochi giorni fa nella struttura di via Monte Grappa, prima di far perdere le sue tracce.

Una scoperta che il primo cittadino ha fatto ieri mattina leggendo il giornale: «nessuno, dalla cooperativa Aurora» che gestisce l’albergo oggi Tourist Hotels e gli attuali 40 migranti, lo aveva «avvertito della presenza di un malato così grave di Tbc polmonare».

«C’era un ragazzo malato e non ce l’hanno detto, è una cosa gravissima – tuona Stivan -. Tanto più che il 4 settembre c’è stato un incontro con la cooperativa, la quale continua a chiedere i documenti d’identità per i migranti ma non ritiene evidentemente necessario farci sapere che accolgono una persona con la tubercolosi».

«Valutiamo sia una querela nei confronti della cooperativa che la messa in isolamento dell’albergo».

«Come responsabile sanitario ho il dovere e il diritto di tutelare i miei concittadini – ribadisce Stivan -. Quindi anche di adottare tutti i provvedimenti urgenti necessari».

La prefettura di Vicenza tranquillizza e in una bizzarra nota scrive: «abbiamo accertato che il servizio di igiene sanità pubblica dell’Ulss ha già avviato tutte le procedure del caso, avviando controlli specifici sulle persone che nei giorni scorsi sono state a contatto con questa persona. Il protocollo è stato rispettato come da normativa, quindi sotto l’aspetto sanitario non c’è nulla da temere. Allo stesso tempo abbiamo interessato tutte le forze di polizia, a cui abbiamo segnalato l’allontanamento dello straniero, che al momento risulta irreperibile e non sappiamo dove si trovi».

L’infetto è irreperibile e non sanno dove si trovi, ma è tutto sotto controllo. Come può essere tutto sotto controllo, se un infetto potrebbe essere ovunque: in un treno, in un bus o chissà dove.

I dati:

Tubercolosi: boom di immigrati infetti, 80% è positivo al test




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